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No ipoteca se c’è di mezzo la multa

Le ipoteche iscritte da Equitalia sui beni dei debitori morosi sono nulle se tra i debiti considerati per l’iscrizione ci sono contravvenzioni stradali, contributi Inps o pendenze di altra natura (non tributaria). La norma che consente all’agente della riscossione di iscrivere l’ipoteca, per un importo pari al doppio del credito per cui si procede, riguarda solo i tributi: se nel provvedimento ipotecario si considerano altri tipi di debito, per i quali non è previsto il ricorso a tale misura, l’iscrizione è nulla nella sua interezza, poiché eccedente il limite quantitativo consentito dalla legge. Ed è proprio il giudice tributario l’organo competente per rilevare tale irregolarità. Con queste innovative conclusioni, si è espressa la Ctr Milano nella sentenza n. 41/05/13 dello scorso 19 marzo, disponendo la cancellazione del provvedimento cautelativo emesso in relazione a crediti di natura tributaria e non. L’agente della riscossione Equitalia è solito tutelare i crediti iscritti a ruolo dalle diverse amministrazioni procedendo ad iscrivere ipoteca sui beni del debitore moroso, per un valore pari al doppio del credito vantato. In questo genere di provvedimenti, si tende a ricomprendere l’intera posizione debitoria a carico dei contribuenti (il totale delle cartelle non pagate), accorpando indistintamente debiti di natura fiscale, debiti contributivi, contravvenzioni stradali e quant’altro rientri nei carichi affidati all’esattore. La norma, ai sensi della quale l’esattore agisce, è l’articolo 77 del dpr 602/73, che prevede la possibilità di tutelare il credito non riscosso per una somma «pari al doppio dell’importo complessivo del credito per cui si procede». Tale previsione normativa, tuttavia, è inserita nel contesto del dpr 602/73, il quale riguarda inequivocabilmente, secondo la sua denominazione, «disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito». Questo particolare non è sfuggito alla Ctr di Milano che, con la sentenza in esame, ha affermato un principio di indubbio interesse. Nel caso trattato, l’agente della riscossione aveva emesso ipoteca cumulando le cartelle (non pagate) relative ai debiti tributari con cartelle contenenti contravvenzioni stradali. «Per l’iscrizione d’ipoteca», si legge nella pronuncia, «sono stati utilizzati tutti i crediti, comprese le contravvenzioni stradali per le quali tale misura non è prevista. Perciò l’iscrizione ipotecaria non può essere avallata e deve essere annullata». In sostanza, l’esattore ha costituito la propria garanzia eccedendo il limite quantitativo posto dalla legge (il doppio dei debiti tributari), ricomprendendo, nella misura, delle poste debitorie che sono escluse dalla disciplina dell’articolo 77 del dpr 602/73. Questo motivo rende illegittima l’azione cautelare.

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