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No al Sistri sotto i 10 dipendenti

Le imprese e gli enti che producono rifiuti speciali pericolosi e hanno meno di dieci dipendenti non devono iscriversi al Sistri, ne rispettarne gli obblighi. Per costoro e per tutti gli altri produttori di rifiuti che non sono obbligati al rispetto del sistema di tracciabilità telematica e che decidono di non aderire volontariamente al meccanismo, restano validi gli obblighi di tenuta dei registri di carico e scarico e del formulario di identificazione.

Vincoli previsti dagli articoli 190 e 193 del dlgs n. 152/2006 (e successive modificazioni ed integrazioni).

Al Sistri saranno, dunque, assoggettate le sole imprese e i soli enti, entrambi definiti come «produttori iniziali di rifiuti pericolosi», che hanno più di dieci dipendenti e operano in uno più settori tra industria, artigianato, commercio e servizi.

Nel giorno stesso in cui il sistema entra nella sua fase operativa (ieri, 3 marzo 2014) il ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti, firma un decreto per esentare dagli obblighi Sistri le micro attività.

Va ricordato che la cosiddetta fase 2 del Sistri, quella scattata ieri, è stata decisa col decreto legge 101/2013 (convertito con modificazioni nella legge 255/2013), in base al quale già dal primo ottobre scorso era obbligatorio il tracciamento telematico per i gestori degli stessi rifiuti. Trasportatori inclusi. Ma non per i produttori. La legge di conversione del decreto Milleproroghe (n. 15/2014 del dl 150/2013) – andata in Gazzetta venerdì scorso – ha invece prorogato dal prossimo 1° agosto al successivo 31 dicembre il cosiddetto «regime binario», che impone agli operatori di onorare sia le scritture elettroniche sia quelle cartacee. Rinviando così, conseguentemente, l’entrata in vigore del regime sanzionatorio.

Contributi e costi di ricambio. Tornando al nuovo decreto, il ministro dell’ambiente dispone che imprese ed enti obbligati ad aderire al sistema di tracciabilità debbano versare il contributo annuale Sistri entro fine giugno, nella misura e con le modalità già previste dalla legge. Mentre, per quanto riguarda i dispositivi tecnologici da sostituire (tra cui le chiavette Usb non funzionanti e le black box montate sui veicoli) il dicastero conferma anche per il 2014 i costi previsti nel 2013. Dopo aver pagato i contributi dovuti, imprese e enti obbligati al sistema di tracciabilità on line dovranno comunicare al Sistri gli estremi di pagamento: potranno farlo solo accedendo all’area «gestione aziende» presente sul portale www.Sistri.it in area autenticata. Per altro, il decreto ministeriale dispone che tutti gli obblighi di comunicazione al sistema a carico delle imprese siano assolti solo tramite comunicazioni on line al sito. E che, trascorsi 15 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, le procedure di prima iscrizione, modifica anagrafica, pagamento, richiesta di conguaglio o risoluzione di criticità, siano effettuate solo mediante le applicazioni disponibili sul portale.

Campania. Per quanto riguarda la Campania, il dm prevede un articolo apposito per disciplinare l’avvio del sistema nella regione. I soggetti che raccolgono e trasportano rifiuti urbani in Campania, così come quelli che organizzano il trasporto, dovranno compilate e firmare la scheda Sistri area movimentazione completando anche la parte relativa al produttore. E questo dovrà avvenire prima dell’inizio della raccolta per il successivo trasporto verso gli impianti di destinazione. I gestori di questi ultimi impianti, se non sono obbligati al Sistri perché la loro attività è al di fuori del territorio campano, dovranno controfirmare le schede Sistri all’atto dell’accettazione dei rifiuti presso l’impianto.

Ultimate le consegne del rifiuto, il Sistri genererà automaticamente le registrazioni di carico e scarico nell’area on line relativa al registro cronologico del comune.

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