Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

No al risarcimento

di Debora Alberici 

Non ha diritto al risarcimento del danno il contribuente che ha ricevuto un preavviso di fermo illegittimo, perché il credito del fisco è inesistente.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 19315 del 22 settembre 2011, ha accolto il ricorso della società di riscossione che aveva erroneamente notificato un avviso di fermo.

O meglio. La pretesa dell'amministrazione finanziaria era stata annullata dalla Ctp.

Per questo i giudici di merito avevano condannato il fisco a risarcire 900 euro al contribuente. Somma ritenuta idonea per il disturbo e il mancato uso dell'auto (dato l'avviso). Ma questa decisione non è stata condivisa dalla sezione tributaria della Suprema corte secondo cui non basta un avviso di fermo illegittimo per ottenere il risarcimento. Il provvedimento avrebbe dovuto essere eseguito.

Sul punto in sentenza si legge che «la sentenza impugnata, dopo aver dato conto che il provvedimento di fermo non è mai stato eseguito, essendo solo stata data comunicazione del preavviso, ha, ciononostante, ritenuto l'esattore responsabile per non aver revocato detto provvedimento (la permanenza dei cui effetti è stata fatta ritenere valida sino al deposito della comparsa di risposta), e l'ha condannata al risarcimento del danno, così violando i principi informatori della responsabilità aquiliana, che ricollegano il risarcimento alla necessaria sussistenza di un danno inferto a causa di un comportamento antigiuridico». Insomma, in questo caso, l'assenza della condotta lesiva e la violazione del principio appena ricordato sono ravvisabili nel fatto che non risulta esser mai stato emesso il provvedimento, la cui mancata revoca viene indicata come fonte dell'obbligo risarcitorio». Un verdetto senza appello quello stabilito ieri dai giudici del Palazzaccio che hanno annullato il risarcimento disposto in favore del contribuente e, decidendo nel merito,non hanno neppure rimesso la questione alla Ctr.

Fra l'altro il contribuente, dopo aver vinto il doppio grado di merito, aveva proposto ricorso incidentale in Cassazione chiedendo anche in danno esistenziale perché dopo aver ricevuto il preavviso aveva fermato l'automobile.

Questo motivo di ricorso è stato assorbito nel verdetto depositato dalla sezione tributaria che ha disconosciuto qualunque tipo di danno. Anche la Procura generale della Suprema corte aveva chiesto al Collegio di accogliere il gravame dell'esattore.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ita, la nuova compagnia aerea a controllo pubblico, si chiamerà Alitalia, come la vecchia. Lo stor...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Strada spianata per la fusione Sia-Nexi, che ora avverrà «nei più brevi tempi possibili», scriv...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra anche il reddito di cittadinanza nel decreto fiscale collegato alla manovra all’esame oggi ...

Oggi sulla stampa