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«No a deroghe al Jobs act»

La piattaforma sindacale non è stata ancora approvata dall’assemblea dei lavoratori, né inviata alla parte datoriale, tuttavia il clima, intorno al rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare, già appare concitato.
Martedì scorso il varo della bozza di piattaforma da parte dei consigli nazionali di Fai, Flai e Uila, con il riferimento alla volontà di mettere sul tavolo misure di deroga al Jobs Act, ieri la replica delle imprese che, prima ancora che il confronto vero e proprio abbia inizio, rispediscono al mittente la proposta in questione. «Sul rinnovo del ccnl che scadrà il prossimo 30 novembre – recita una nota del vicepresidente di Federalimentare per le Relazioni industriali Leonardo Colavita – non intendo commentare i contenuti di una piattaforma che non abbiamo ancora ricevuto ufficialmente. Tuttavia, – prosegue Colavita – in merito a richieste dei sindacati di derogare al Jobs Act, dico sin da subito che tale riforma rappresenta per noi un importante passo verso la modernizzazione delle regole del lavoro, che ci consente, sia pure con anni di ritardo, di recuperare il gap di competitività nei confronti dei nostri principali Paesi concorrenti. Per questi motivi – continua il vicepresidente di Federalimentare – consideriamo la riforma del mercato del lavoro un primo, fondamentale punto di partenza verso una maggiore flessibilità, senz’altro da implementare e completare. Pertanto – conclude Colavita – nessuna richiesta di deroga verrà presa in considerazione dall’industria alimentare». La piattaforma definitiva sarà licenziata a Cervia il 26 maggio, fino ad allora la bozza varata martedì a Roma che contempla una richiesta d’aumento da 150 euro sarà suscettibile di modifiche, tuttavia pare che tra le parti si respiri già aria di confronto, per quanto il settore che conta 400mila addetti vanti ottime tradizioni di relazioni sindacali. «Sul testo – spiega Mauro Macchiesi di Flai – stiamo ancora lavorando. Curioso che il confronto cominci prima dell’invio dei testi, su anticipazioni giornalistiche. I punti del Jobs Act che è nostra intenzione discutere sono la videosorveglianza, per la quale serve un’intesa che faciliti le nostre delegazioni a sottoscrivere gli accordi delle singole aziende, la parità di diritti tra lavoratori nonostante le diverse formule contrattuali e il demansionamento. Nonostante la crisi – prosegue Macchiesi – abbiamo trovato accordi soddisfacenti su quasi tutti gli integrativi di gruppo. Auspichiamo un confronto senza pregiudiziali anche sul ccnl.

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