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Nintendo lancia la nuova Wii

di Stefano Carrer

L'annuncio è finalmente arrivato: Nintendo si appresta a mandare in soffitta la sua invecchiata console Wii e a lanciare nel 2012 il prodotto più sofisticato che le succederà. Dopo aver venduto 86,1 milioni di Wii dall'anno dell'introduzione (2006) fino al 31 marzo di quest'anno, la società di Kyoto comincerà a mostrare alcune caratteristiche della nuova versione alla E3 Expo che si terrà a Los Angeles il 3 giugno prossimo.

I tempi dell'effettivo lancio sul mercato della nuova Wii non appaiono ancora chiari: Nintendo ha solo chiarito in modo generico che si tratterà del prossimo anno e che le vendite della nuova piattaforma non sono incluse nelle sue stime finanziarie per l'esercizio in corso che si concluderà a fine marzo 2012. Alla nuova Wii sono affidate le speranze di una ripresa della redditività, messa sotto pressione dal successo di vecchi e nuovi rivali: da Microsoft e Sony ai nuovi smarthphone e tavolette come quelli prodotti dalla Apple (un mercato in enorme espansione che non esisteva quando Nintendo rivoluzionò l'esperienza del videogioco con il Wii).

Per l'esercizio appena concluso, il bilancio è in calo: un utile netto precipitato del 66,1 a 77,7 miliardi di yen, su ricavi in diminuzione del 29,3% a 1.014,4 miliardi di yen a causa di minori vendite sia di hardware sia di software in tutti i principali mercati. Un trend che la società ha attribuito soprattutto alla diminuzione delle serie "Nintendo Ds" (calate di quasi 10 milioni di unità a 17,5 milioni) e a fattori valutari (che hanno inciso per 49,4 miliardi di yen). Le vendite di Wii nell'annata sono altresì scese da 20,1 a 15, 1 milioni di pezzi. Il gruppo ha comunque dimostrato di poter restare all'avanguardia con la recente introduzione del "3DS", il portatile che consente giochi tridimensionali senza la necessità di portare occhiali speciali.

Le previsioni per l'esercizio in corso non appaiono brillanti, tanto che alcuni analisti temono ripercussioni in Borsa nei prossimi giorni: un giro d'affari in lieve rialzo a 1.100 miliardi di yen e un utile netto sui 110 miliardi di yen, risultati ancora lontani dai 1.400 miliardi di ricavi e dai 228 miliardi di profitti netti realizzati nell'annata chiusa il 31 marzo 2010.

Una incognita è quella delle conseguenze considerate «non prevedibili» del terremoto che ha colpito il Giappone: Nintendo non ha sofferto danni diretti ma «può essere stimato che ci sarà un impatto indiretto in futuro derivante dai trend dei consumi individuali o dalle condizioni economiche generali». Così la società sembra ammettere che anche il settore dei videogiochi sta soffrendo per il "jishuku", l'atteggiamento di chiusura e scarsa propensione a nuovi acquisti che si è diffuso tra i giapponesi dopo i disastri dell'11 marzo.

Per reagire alle circostanze sfavorevoli, la società intende continuare a rilasciare nuovo software in collaborazione con sviluppatori esterni e cercherà di diffondere i giochi tridimensionali presso un pubblico più vasto di quello che finora se ne è mostrato interessato. Inoltre è in programma l'inizio di un servizio di download di software proprio per i "3DS" e più in generale una espansione dei servizi basati sulla Rete (come Nintendo e-Shop).

 

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