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Niente verifica con il solo scostamento

Non è valido l’avviso di accertamento motivato sul solo scostamento del reddito dagli studi di settore: il fisco deve argomentare perchè ha disatteso le giustificazioni addotte dal contribuente in sede di contraddittorio.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 4166 del 21 febbraio 2013, ha respinto il ricorso dell’amministrazione finanziaria.

Dunque il Collegio di legittimità ha applicato il principio sancito dalle sezioni unite della Corte di cassazione nel 2008 anche al caso del professionista che si era difeso in contraddittorio sostenendo che la patologia da cui era affetto non gli avrebbe permesso di ottenere i ricavi contenuti negli studi di settore.

Insomma anche l’atto impositivo dev’essere meglio argomentato dall’amministrazione finanziaria e deve contenere i motivi del ragionamento seguito dall’ufficio delle entrate. Fra l’altro è un vincolo molto stringente per l’ufficio motivare tutti gli avvisi di accertamento spiccati sulla base degli studi di settore in relazione alle concrete difese esposte dal professionista in sede amministrativa.

Ad avviso dei Supremi giudici, dunque, «la motivazione dell’atto di accertamento non poteva esaurirsi nel mero rilievo del predetto scostamento dai parametri, ma doveva essere integrata (anche sotto il profilo probatorio) con le ragioni per le quali erano state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, in quanto era da questo più complesso quadro che potevano emergere la gravità, la precisione e la concordanza attribuibili alla presunzione basata sui parametri, e la giustificabilità di un onere della prova contraria».

Questo perchè, ricorda ancora una volta la Cassazione, la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sé considerati (meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività), ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento.

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