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Niente termoregolatori? Multa

Dopo l’apertura della procedura d’infrazione, l’Italia si sta adeguando alle norme europee in materia. Le regioni propongono multe fino a 2.500 euro a singolo condomino, per chi non installa dispositivi di termoregolazione. Vediamo come.

La legislazione nazionale in materia si basa sul dlgs 102/2014. Ma un nuovo schema di dlgs, recante «disposizioni integrative al dlgs 4 luglio 2014 n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/Ue sull’efficienza energetica», ha ricevuto il 30 luglio 2015 via libera dalla conferenza delle regioni seppure con qualche correttivo. Questo nuovo provvedimento introduce la definizione di «aggregatore», cioè un fornitore di servizi su richiesta che accorpa una pluralità di carichi utente di breve durata per venderli o metterli all’asta in mercati organizzati dell’energia. E anche quella di «audit energetico», ossia la procedura sistematica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati.

Va ricordato che anche il dlgs 102/2014 aveva introdotto prescrizioni della direttiva 2012/27/Ue sull’efficienza energetica, non ancora previste nell’ordinamento giuridico nazionale. Ma la Commissione europea il 27 febbraio 2015 aveva comunicato al governo italiano la messa in mora e l’avvio della procedura di infrazione n. 2014/ 2284 per incompleto recepimento nell’ordinamento giuridico della direttiva. In particolare Bruxelles ha sottolineato la mancanza della definizione di «audit energetico», che invece era contenuto nel dlgs 115/2008, poi abrogato. La Commissione Ue ha, inoltre, sottolineato che nella legislazione italiana non c’è un sistema che impedisce la doppia contabilizzazione dei risparmi energetici ottenuti nel caso in cui le iniziative di riqualificazione individuali si sovrappongano alle misure politiche, come per esempio le detrazioni fiscali introdotte con norme specifiche. Inoltre, l’Italia non ha ancora recepito l’obbligo secondo cui la ripartizione dei costi relativi alle informazioni sulla fatturazione per il consumo individuale di riscaldamento e raffreddamento nei condomìni e negli edifici polifunzionali è effettuata a titolo gratuito.

Le richieste integrative delle Regioni. La conferenza delle regioni, da parte sua, ha chiesto delle correzioni allo schema di dlgs in merito alla contabilizzazione del calore nei condomìni. La richiesta è di superare la criticità intervenendo con una normativa di livello nazionale. Infatti, secondo le regioni, non sono definite bene le tipologie di contatori (di fornitura, condominiale, individuale) e non c’è chiarezza sulle competenze. In alcuni condomìni, dopo l’installazione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione, in applicazione della norma Uni 10200, sono emerse criticità nella ripartizione delle spese per il riscaldamento. Per quanto riguarda le sanzioni da applicare, in caso di mancata installazione dei dispositivi di termoregolazione nei condomìni, le regioni hanno chiesto un sistema in grado di individuare il singolo condomino anziché l’intero condominio. Le multe oscilleranno dai 500 ai 2.500 euro.

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