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Niente Stp per notai e avvocati, svolgono attività troppo delicate

Fuori dal perimetro della normativa sulle Stp sono avvocati e notai. Lo chiarisce la relazione illustrativa sullo schema di decreto ministeriale sulle società tra professionisti spiegandone le diverse ragioni. Nel caso dei notai, si legge, «deve ritenersi che lo svolgimento di pubbliche funzioni non può costituire oggetto di attività in forma societaria».

Più complessa è la situazione per gli avvocati, considerando che il due febbraio 2013 è entrato in vigore il nuovo ordinamento forense (legge n. 247/2012) che esclude l’ipotesi di svolgimento dell’attività all’interno di società di capitali. In realtà si tratta di un chiarimento che rafforza quanto previsto dal legislatore oltre dieci anni fa. Grazie al decreto legislativo 96/2001 (che attua la direttiva 5/98/Ce), infatti, gli avvocati potevano già esercitare l’attività professionale anche in forma comune, esclusivamente secondo il tipo della società tra professionisti, denominata «società tra avvocati» (o «stp» società tra professionisti).

Già allora, il legislatore si era orientato per la creazione di un modello societario su base personale in forza dell’assunto previsto dall’art. 33, comma 5, della Costituzione, che prevede che l’esercizio delle professioni protette venga effettuato da quanti abbiano superato il prescritto esame di Stato.

Tale tipologia ha aperto alla possibilità – tutt’oggi comunque poco diffusa – di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, posto che l’oggetto sociale relativo all’attività deve essere esclusivo, che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità. L’art. 17, comma 2, del decreto legislativo n. 96/2001 prevede che «la società tra avvocati ha per oggetto esclusivo l’esercizio in comune della professione dei propri soci. La società può rendersi acquirente di beni e diritti che siano strumentali all’esercizio della professione e compiere qualsiasi attività diretta a tale scopo».

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