Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Niente Stp per chi è solo revisore

L’attività di revisione legale, e cioè l’attività di revisione dei conti annuali e dei conti consolidati, può certamente essere indicata nell’oggetto di una società tra professionisti (Stp); però, possono essere soci di questa Stp solo professionisti iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili i quali siano anche iscritti nel Registro dei revisori legali. In altri termini, non possono far parte della Stp che abbia quale oggetto la revisione legale, quali soci professionisti, i soggetti iscritti nel Registro dei revisori legali ma che non siano iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti.
Lo afferma in una nota (prot. PO 287/2014 del 27 gennaio 2015) il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
Secondo il Cndcec, la legge 183/2011 e il relativo regolamento attuativo (il Dm 34/2013) prevedono che le Stp possano essere costituite solamente per l’esercizio di una o più attività professionali per le quali sia prevista l’iscrizione in appositi albi o elenchi regolamentati nel sistema ordinistico; in altri termini, la disciplina delle Stp si rende applicabile solo per l’esercizio in forma societaria delle professioni organizzate in ordini e collegi.
Ora, l’attività di revisione legale non costituisce in effetti un’autonoma professione regolamentata in ordini o collegi. La disciplina della revisione legale (il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39) dispone infatti che l’esercizio dell’attività di revisione legale (intesa quale revisione dei conti annuali e dei conti consolidati) è riservata ai revisori legali e alle società di revisione iscritti nel Registro dei revisori legali tenuto dal ministero dell’Economia e delle finanze. A loro volta, i revisori legali possono essere iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
Pertanto, è esclusa la possibilità di costituire Stp multidisciplinari prevedendo la presenza sia di soci professionisti dottori commercialisti o esperti contabili sia di soci professionisti revisori legali, non essendo appunto la revisione legale una professione regolamentata riconducibile al sistema ordinistico.
La Stp in questione potrebbe invece essere costituita tra soci professionisti iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e con soci revisori legali i quali però non devono assumere la qualifica di soci professionisti, bensì quella di soci di investimento o di soci di prestazioni tecniche.
In tal caso, solo il socio professionista iscritto nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili potrebbe svolgere l’attività di revisione per la Stp.
Che la partecipazione a una Stp, come socio professionista, sia riservata solamente agli iscritti a ordini e albi professionali, è dato da tempo pacifico. Ad esempio, la Fondazione studi consulenti del lavoro (nella circolare n. 6 del 29 maggio 2013) aveva sottolineato come la disciplina delle Stp sia «applicabile solo con riferimento a società tra professionisti appartenenti a professioni regolamentate, precludendone, pertanto, qualsiasi uso da parte di quanti non presentino» tali requisiti. Pure il Consiglio nazionale del notariato (nello Studio di impresa n. 224-2014/I) ha ritenuto «escluso dall’ambito di applicazione delle Stp l’esercizio delle professioni non protette, le quali potrebbero, però, formare oggetto delle prestazioni tecniche rese dai soggetti non professionisti».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa