Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Niente riserva in caso di esodo

Stop al collocamento obbligatorio per l’azienda che si avvale degli incentivi all’esodo Fornero. All’impresa che attivi il prepensionamento dei lavoratori più anziani (quelli ai quali mancano quattro anni alla pensione), infatti, è sospeso l’obbligo di riservare una quota delle assunzioni ai disabili. La sospensione opera in proporzione al numero di lavoratori esodati, dura il tempo della procedura di prepensionamento e vale per l’ambito provinciale di attività dell’azienda. Lo stabilisce il ministero del lavoro nella circolare n. 22/2014.

Collocamento obbligatorio. La novità (si tratta dell’estensione di una deroga prevista per altre ipotesi) arriva a risposta di quesiti avanzati al ministero del lavoro, per sapere se è possibile estendere alle imprese che fanno ricorso alla nuova procedura di prepensionamento introdotta dalla riforma Fornero (art. 4 legge n. 92/2012) la deroga all’obbligo di assunzione dei disabili (quota di riserva) già prevista dalla legge n. 68/1999 (art. 3, comma 5).

Deroga alla quota di riserva. La legge n. 68/1999 stabilisce l’obbligo a carico di tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, con almeno 15 dipendenti, di riservare una quota delle assunzioni alle cosiddette categorie protette (disabili), quota variabile in base alla dimensione dell’occupazione aziendale (1 soggetto se la forza lavoro è compresa da 15 a 35 lavoratori; 2 soggetti se compresa da 36 a 50 lavoratori; 7% degli occupati se superiore a 50 lavoratori). La stessa legge (art. 3, comma 5) prevede poi una deroga all’obbligo nel caso di imprese che versino in determinate situazioni per lo più legate a crisi aziendale (si veda tabella).

Il prepensionamento Fornero. La procedura di esodo per la quale si chiede l’estensione della sospensione del collocamento obbligatorio contempla tre ipotesi di uscita anticipata dei lavoratori vicini alla pensione, ossia in caso di: 1) eccedenza di personale; 2) licenziamenti collettivi tramite procedura di mobilità; 3) eccedenza di personale con qualifica di dirigente. Quale che sia l’ipotesi di uscita, l’esodo è praticabile esclusivamente da parte delle imprese che impiegano più di 15 dipendenti le quali, per tutta la durata della procedura di esodo, si fanno carico di corrispondere all’Inps la provvista finanziaria necessaria a pagare indennità (pari alla pensione anticipata) e contributi dei lavoratori esodati. La procedura può durare al massimo quattro anni, perché l’esodo può interessare soltanto lavoratori ai quali mancano non più di quattro anni alla pensione.

Ok alla sospensione. Il ministero risponde affermativamente ai quesiti: «si ritiene applicabile in via analogica», si legge nella circolare n. 22/2014, la deroga della sospensione degli obblighi occupazionali alle imprese che facciano ricorso alla procedura d’incentivi all’esodo Fornero. Il ministero precisa che la sospensione dell’obbligo è limitata in proporzione al numero di lavoratori per i quali è prevista la cessazione del rapporto di lavoro nella procedura di prepensionamento, per la durata della stessa procedura e per il singolo ambito provinciale di attività.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non deve essere stato facile occupare la poltrona più alta della Bce nell’anno della peggiore pes...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Prelios Innovations e Ibl Banca (società attiva nel settore dei finanziamenti tramite cessione del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pandemia ha spinto le famiglie italiane a risparmiare di più. E questo perchè il lockdown e le ...

Oggi sulla stampa