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Niente rinvio, Bpm verso l’aumento

di Federico De Rosa

MILANO — Niente rinvio per l'aumento di capitale della Bpm. Ieri il presidente Massimo Ponzellini e il direttore generale, Enzo Chiesa, sono stati in Banca d'Italia per discutere del dossier. In un comunicato, diffuso al termine del confronto, l'istituto milanese ha reso noto che si è trattato di «un proficuo incontro di carattere istituzionale, che fa seguito ad altri precedenti contatti, su temi afferenti le problematiche emerse in sede di accertamenti ispettivi». Il riferimento è ai nodi emersi nel corso della verifica effettuata da Bankitalia a Piazza Meda, da cui sono emerse alcune criticità, non nuove, nella governance della banca, nonché la necessità di rivedere alcuni processi organizzativi e gestionali e, non ultimo, di rafforzare il patrimonio.
Nel comunicato non si parla della ricapitalizzazione. Ponzellini e Chiesa avrebbero tuttavia rappresentato al vicedirettore generale di Bankitalia, Anna Maria Tarantola, le criticità che la forte volatilità di Piazza Affari rischia di provocare sull'operazione. Un rinvio sarebbe stato auspicabile dal punto di vista di Bpm. Un paio di settimane, per vedere se le Borse si stabilizzano. Ma da Bankitalia non avrebbero ricevuto la risposta in cui speravano e quindi l'agenda non cambia.
Martedì 13 si riunirà dunque il consiglio d'amministrazione per mettere a punto l'aumento di capitale, i cui dettagli saranno definiti però dopo il via libera della Consob al prospetto informativo. La documentazione è stata depositata negli uffici della Commissione alla fine della scorsa settimana e, salvo richieste di integrazione, il via libera è atteso entro 15 giorni. Quanto all'importo, il tetto massimo di 1,2 miliardi già fissato dal board potrebbe essere ridotto per rendere meno complicata l'operazione che agli attuali prezzi di Borsa vale il doppio della capitalizzazione di Bpm.
Al consiglio, martedì prossimo, Ponzellini dovrebbe illustrare i temi affrontati in Bankitalia, a cominciare dalla governance. Al termine dell'ispezione Palazzo Koch aveva mosso diversi rilievi e chiesto a Piazza Meda di mettersi in riga. Per ora non è cambiato nulla. Sul tavolo ci sarebbero diverse ipotesi per rendere più trasparente la gestione e circoscrivere il potere dei sindacati. Una è quella dell'adozione del sistema duale, con un consiglio di sorveglianza formato dai soci, e uno di gestione con i manager operativi. «Un'ipotesi valida» l'ha definita il vicepresidente Mario Artali, precisando però che «l'assemblea non ha mai dato la sua disponibilità».

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