Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Niente pensionati al lavoro e mobilità obbligatoria Sindacati contro la nuova Pa

Se staffetta generazionale deve essere, lo sia fino in fondo: nella pubblica amministrazione non devono entrare subito diecimila giovani, ma centomila. I soldi per finanziare il ricambio si trovano: basta sfoltire di un terzo il numero dei dirigenti pubblici, che sono troppi. Convocati stamattina, per la prima volta, a sole 24 ore dal varo della riforma della pubblica amministrazione i sindacati del settore rilanciano: la riforma in due step (decreto più legge delega) indicata da Renzi «è poca cosa» dicono. Dopo «l’estenuante fase preparatoria », commenta Rossana Dettori segretario generale Fp-Cgil, «restano sul tappeto interventi spot e nessun progetto organico per migliorare i servizi».

La bozza in 24 pagine che dovrebbe entrare domani al Consiglio dei ministri, in realtà, contiene diverse novità. Nel decreto dovrebbe trovar posto la mobilità obbligatoria dei dipendenti entro 100 km; lo stop al trattenimento in servizio; il prepensionamento di due anni per i lavoratori pubblici considerati in esubero (secondo le stime elaborate per la spending review sarebbero 85 mila); la possibilità per i lavoratori in mobilità di essere ricollocati con qualifica più bassa; l’allentamento del blocco del turn over (i limiti previsti si riferiranno alla spesa complessiva non al numero delle persone in uscita), il dimezzamento dei permessi sindacali. La bozza introduce anche vari provvedimenti di semplificazione, fra i quali l’istituzione di un archivio unico sui veicoli in circolazione, con la possibilità di aumentare il bollo auto fino ad un massimo del 12 per cento entro il 2015.
Provvedimenti che «non incidono sul funzionamento della macchina dello Stato», lamentano i sindacati, critici anche sul fatto che si rinuncerebbe a premiare il merito, legando lo stipendio dei dirigenti all’andamento del Pil. Al tavolo del ministro Marianna Madia Cgil, Cisl e Uil porteranno dunque le loro proposte, pur consapevoli che gli spazi per trattare, almeno per quanto riguarda il decreto, sono scarsi (tanto più che sul testo, in scadenza a ferragosto, si prospetta un voto di fiducia). Le critiche sono severe, nonostante due delle loro richieste siano già state incassate: una riguarda il ruolo dei segretari comunali (dovevano saltare, ora non più) l’altra il contratto (è fermo dal 2009, il ministro Madia ne ha promesso la riapertura). Il puntodi maggiore scontro riguarda la staffetta generazionale. Ce n’è estremo bisogno — convengono i sindacati — visto che l’età media del settore è avanzata (fra i 52 e i 55 anni), ma il ricambio modello Madia, dicono, «è un bluff». La riforma prevede che dall’abolizione del trattenimento in servizio (la possibilità di restare al lavoro dopo il raggiungimento dell’età pensionabile) si possano liberare 10 mila posti. «In realtà non sono più di 5 mila, una proposta ridicola» commenta Giovanni Faverin, responsabile Cisl-Fp: si può arrivare appunto a 100 mila sfoltendo i dirigenti. Ma il tema del trattenimento in servizio è scottante in sé, soprattutto per quanto riguarda la categoria dei magistrati, che ora può restare al lavoro per altri 5 anni dopo il compimento dei 70. La Corte dei Conti ha protesto facendo notare che l’uscita anticipata di organici già carenti provocherebbe «gravissimi vuoti, difficilmente gestibili ». Nella bozza di 24 pagine che circola in queste ore, l’abrogazione del trattenimento c’è: articolo 1, a partire dal prossimo 31 ottobre di quest’anno. Ma il governo sarebbe disposto a prevedere, almeno per questa categoria, una norma transitoria.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa