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Niente panico a piazza Affari

Piazza Affari resiste alle tensioni legate ai risultati elettorali italiani. La borsa milanese, dopo avere aperto in calo di due punti percentuali, ha recuperato chiudendo in discesa frazionale (-0,42% a 21.819 punti). In territorio positivo il resto del continente: Francoforte ha guadagnato l’1,49%, Londra lo 0,65%, Parigi lo 0,60%.

Intanto Wall Street ha messo fra parentesi i venti di guerra commerciale dopo l’annuncio di nuovi dazi: il Dow Jones avanzava dell’1,07% e il Nasdaq dello 0,86%.

La mancanza di una maggioranza chiara dopo il voto era un’opzione già scontata dai mercati, ma gli investitori non si aspettavano una sconfitta così marcata per Forza Italia e Partito democratico e un successo così importante di 5 Stelle e Lega. Ora il processo di formazione di una coalizione è complicato e lo spread Btp-Bund si è allargato di quasi sei punti a 136.

«Gli investitori non erano ansiosi prima delle elezioni e la mancanza di chiarezza della situazione post elettorale era ampiamente attesa», spiega Nadege Dufossé, di Candriam Investors. «Sembra quindi logico che oggi i mercati non registrino una reazione forte. Le economie dell’Eurozona stanno attualmente crescendo al di sopra del loro potenziale e la ripresa è ormai diffusa tra i paesi. Ciò allevia la percezione del rischio politico in Europa. I mercati si stanno ora concentrando maggiormente sulla sostenibilità degli attuali livelli di crescita e sulla strategia di uscita della Bce dalla politica monetaria accomodante. Tuttavia l’esito delle elezioni italiane, nei prossimi mesi, potrebbe porre un freno al restringimento del differenziale del debito del paese».

Più prudente Marco Piersimoni, di Pictet Asset Management: i fattori di rischio «possono spingere sui premi di rischio richiesti dal mercato sugli asset italiani, in particolare sullo spread, che potrebbe testare 150-160 punti base prima di rivelarsi occasione d’acquisto. Tuttavia, se l’Europa riprenderà la via dell’integrazione, ora che la Germania ha un governo, anche bond e azioni italiani ne beneficeranno».

A piazza Affari le banche sono state penalizzate dall’aumento del differenziale dei titoli di stato: Bper ha ceduto il 7,62%, Banco Bpm il 6,15%, Ubi B. il 3,77%, Unicredit il 3,43%, Mediobanca l’1,83%, Intesa Sanpaolo l’1,41%. Pesante Mediaset (-5,53%), che ha pagato il risultato inferiore alle attese di Forza Italia: un elemento che il mercato non legge in modo favorevole, nell’ambito della disputa tra Mediaset e Vivendi su Premium.

Ben comprata Stm (+3,20% a 18,23 euro) dopo che Equita sim ha alzato il prezzo obiettivo da 21,6 a 22,3 euro confermando la raccomandazione hold. Recordati (+1,87%) ha effettuato un movimento di recupero dopo i recenti cali. Acquisti su Telecom Italia (+0,58%) e soprattutto sulla controllata Inwit (+9,48%) dopo i conti superiori alle attese.

Nei cambi, euro in rialzo sopra 1,23 dollari a 1,2323. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in progresso di oltre un dollaro, con il Brent a 65,55 dollari e il Wti a 62,48.

Massimo Galli

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