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«Niente Opa, ma condizioni per Ligresti»

MILANO — La Consob ha dato a Unipol un via libera condizionato all’esenzione dall’Opa su Premafin e Fonsai, mentre si è riservata di rispondere sulla Milano perché il quadro informativo è incompleto, in sostanza mancano i concambi. Peraltro Premafin ieri ha di nuovo rinviato il consiglio a oggi perché i vertice del gruppo sono stati impegnati a lungo a Roma con l’Isvap, che ha chiesto che oggi stesso venga convocato un consiglio Fonsai per il 25. Al board sarà proposta una data ultimativa, entro al massimo una decina di giorni, per i concambi definitivi, anche con l’accordo di Unipol.
La commissione guidata da Giuseppe Vegas si è riunita lunedì sera e ieri mattina Unipol ha comunicato al mercato le prime risposte al quesito sull’Opa. L’authority anzitutto sottolinea che per Premafin l’esenzione dall’Opa è accordabile a due condizioni: devono essere revocati i benefici concessi da Unipol ai Ligresti con la manleva, cioè con l’impegno a tenerli indenni dai rischi di azioni di responsabilità; la famiglia non potrà esercitare il diritto di recesso al momento della maxi fusione: per usufruire di tale diritto (valutato oggi 90-100 milioni) i Ligresti, che hanno sottoscritto l’accordo per l’aggregazione ma che con l’aumento di capitale Premafin riservato a Unipol sono destinati a diventare soci di minoranza, in modo strumentale e non coerente dovrebbero astenersi o votare contro sulla fusione, contando sul fatto che la loro posizione non sarebbe decisiva. Mossa che l’authority stoppa preventivamente. In sostanza la Consob ribadisce che per definire l’operazione con Unipol un salvataggio tutte le risorse vanno riservate alle società e non ai Ligresti, i cui benefici verrebbero pagati dagli altri azionisti in modo diretto (recesso) o indiretto (manleva).
L’authority conferma invece l’esenzione su Fonsai perché si tratta di un salvataggio e rinvia il giudizio sull’Opa a cascata sulla Milano, controllata con il 63% da Fondiaria-Sai. La Milano non sembra in condizioni tali da richiedere «salvagenti». Perciò, per decidere sull’esenzione (già concessa nel rispondere «no» per Fonsai a Groupama nel marzo 2011 e nel dire sì a Unicredit nel maggio scorso) l’authority sta valutando se, sulla base di alcuni parametri, la Milano (la cui partecipazione secondo il valore contabile pesa meno del 7% sull’attivo Fonsai) rappresenti l’asset «prevalente» della controllante. In caso affermativo dovrebbe scattare l’Offerta a cascata. Fra i parametri ci sono i concambi, ovvero i valori economici e quindi i pesi con i quali le varie società parteciperanno all’aggregato che dovrebbe nascere dalla fusione fra Unipol, Premafin, Fonsai e Milano. Fondiaria Sai ha proposto che Unipol detenga il 61%, e per gli attuali soci di minoranza di Fonsai, Milano e Premafin rispettivamente il 27,4%, il 10,7% e lo 0,85%. La Milano ha aderito, la holding (che aveva stimato un proprio peso di poco superiore) ancora non ha deciso. La Consob attenderà probabilmente anche la risposta di Unipol. Sul tavolo inoltre ci saranno le capitalizzazioni: Fonsai, che ieri in Borsa ha guadagnato l’8%, vale circa 350 milioni; la Milano, anch’essa al rialzo ieri dell’8%, 100 milioni in più.

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