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Niente Iva agevolata sugli e-book

E-book senza Iva agevolata. La Corte di giustizia ha bocciato senza appello la normativa della Francia e del Lussemburgo che prevedeva, per i libri digitali, la stessa aliquota Iva ridotta prevista per i libri cartacei, confermando in pieno la tesi della Commissione che sosteneva la non conformità della legislazione nazionale con le prescrizioni della direttiva. Intanto dalla Commissione europea si viene a sapere che, sul tema, sarà preparata un’ampia revisione del sistema Iva. A sostenerlo è stata ieri la portavoce dell’Esecutivo Ue su Tasse e dogane, Vanessa Mock: «La Commissione Ue – ha detto – apprezza che gli Stati membri possano voler inserire la cultura tra le priorità della loro politica fiscale. Deve essere fatto nel quadro normativo comunitario. Per questo motivo la Commissione intende affrontare la questione con un’ ampia revisione del sistema Iva, ora in preparazione. Speriamo di essere in grado di comunicare su questo nel prossimo anno».

Il caso
Ieri alla Corte sono state discusse le procedure di infrazione proposte dalla Commissione contro Francia e Lussemburgo che avevano introdotto un’aliquota agevolata per la cessione di libri digitali (cause C-479/13 e C-502/13). Secondo la Commissione, per fornitura di libri digitali o elettronici si deve intendere la fornitura, a titolo oneroso, mediante scaricamento o trasmissione continua («streaming») a partire da un sito web, di libri in formato elettronico che possono essere consultati su un computer, uno smartphone, un lettore di libri elettronici (ebook reader) o qualsiasi altro sistema di lettura. Sempre secondo la Commissione, l’aliquota ridotta per la fornitura di libri elettronici è incompatibile con gli articoli da 96 a 99, 110 e 114 della direttiva Iva, letti in combinato disposto con gli allegati II e III di quest’ultima e con il regolamento di esecuzione 282/2011. La Francia e il Lussemburgo si sono difesi proponendo una lettura diversa delle disposizioni normative in quanto, a loro avviso, la fornitura di libri elettronici rientrerebbe nel punto 6 dell’allegato III della direttiva Iva o, in via subordinata, nel punto 9 del medesimo allegato. Il punto 6 consente agli Stati membri di applicare un’aliquota ridotta alla «fornitura di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico, inclusi quelli in locazione nelle biblioteche (compresi gli stampati, i fogli illustrativi e il materiale stampato analogo, gli album, gli album da disegno o da colorare per bambini, la musica stampata o manoscritta, le mappe e le carte idrografiche o altri tipi di carte), giornali e periodici, escluso il materiale interamente o essenzialmente destinato alla pubblicità». Il punto 9, invece, indica, fra le prestazioni di servizi che possono essere assoggettate ad aliquote ridotte, le «prestazioni di servizi fornite da o diritti da versare a scrittori, compositori e artisti interpreti».

La decisione della Corte
Ad avviso dei giudici comunitari la normativa di Francia e Lussemburgo è in aperto contrasto con la direttiva. Infatti nel punto 6 dell’allegato III, la prestazione oggetto di una possibile agevolazione è la «fornitura di libri su qualsiasi tipo di supporto fisico». Anche se il libro elettronico necessita, ai fini della sua lettura, di un supporto fisico, quale un computer, un simile supporto non è tuttavia incluso nella fornitura di libri elettronici. Pertanto tale disposizione non può essere applicata ai libri elettronici. La Corte fa osservare, inoltre, che trattandosi di una norma di deroga deve comunque essere interpretata restrittivamente.
I giudici osservano inoltre che la vendita di un libro elettronico non costituisce una cessione di beni ma una prestazione di servizi, non potendosi il libro elettronico qualificare come bene materiale e, in particolare, un «servizio fornito per via elettronica», cioè un servizio fornito «attraverso Internet o una rete elettronica e la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione». L’articolo 98, paragrafo 2, secondo comma, della direttiva Iva, esclude un’aliquota Iva ridotta ai servizi forniti per via elettronica e, pertanto, deve applicarsi l’aliquota ordinaria. Non convince i giudici neanche la tesi secondo cui le forniture di libri elettronici possano rientrare nell’ambito di applicazione del punto 9 dell’allegato III della direttiva Iva. Se così fosse, infatti, il punto 6 dello stesso allegato sarebbe inutile e privo di significato.

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