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Niente incentivi se il datore non è libero di assumere

Nessun incentivo sulle assunzioni dovute per legge o contratto collettivo. Nei casi in cui il datore di lavoro non sia libero di scegliere chi assumere, infatti, non è più possibile applicare agevolazioni. A stabilirlo è la legge Fornero, in vigore dal 18 luglio 2012, che ha introdotto quattro nuovi princìpi e due nuove regole per l’applicazione degli incentivi sulle assunzioni. Vediamo il quadro della nuova disciplina.

Quattro principi e due regole. Tra le novità in materia di agevolazioni la riforma Fornero ha introdotto alcuni princìpi finalizzati a garantire la presenza di un’unica disciplina, omogenea, delle condizioni di spettanza degli incentivi. Si tratta, dunque, di princìpi applicabili a tutti gli incentivi, di qualunque ordine e specie. Nello specifico, la norma (articolo 4 legge n. 92/2012), in vigore dal 18 luglio 2012, definisce quattro principi (comma 12) e due regole (commi 13 e 15), dettagliate in tabella. L’Inps ha fornito i propri chiarimenti con la circolare n. 137/2012.

L’obbligo di assumere un determinato lavoratore. I primi due principi possono essere riassunti in una regola generale per cui «non è possibile fruire di incentivi quando il datore di lavoro non è libero di scegliere chi assumere.» Tale regola si declina in due situazioni: a) caso in cui viene assunto un lavoratore nei cui confronti sussiste(va) un obbligo di assunzione; b) caso in cui viene assunto un lavoratore diverso da quello nei cui confronti sussisteva un obbligo di assunzione.

In primo luogo, dunque, gli incentivi non spettano se l’assunzione costituisce attuazione di obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva (gli incentivi sono esclusi anche nell’ipotesi in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione venga utilizzato in somministrazione).

Per esempio è questo il caso previsto dall’articolo 15 della legge n. 264/1949, in forza del quale spetta un diritto di precedenza nelle assunzioni (a tempo determinato e indeterminato) in favore dell’ex dipendente a tempo indeterminato, che sia stato oggetto negli ultimi sei mesi di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa o di licenziamento collettivo per riduzione di personale; oppure è il caso previsto dall’articolo 5 del dlgs n. 368/2001, in forza del quale spetta un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato in favore dell’ex dipendente a termine, il cui rapporto sia cessato negli ultimi 12 mesi (analogamente è previsto anche per i lavoratori stagionali); o ancora è il caso previsto dall’articolo 47, comma 6, della legge n. 428/1990, in forza della quale spetta un diritto di precedenza nelle assunzioni (a tempo determinato e indeterminato) in favore dei lavoratori che non passano immediatamente alle dipendenze di colui al quale è trasferita, negli ultimi 12 mesi (o nel periodo più lungo previsto dall’accordo collettivo), un’azienda (o un suo ramo) in crisi. Per quanto riguarda gli obblighi di assunzione previsti dalla contrattazione collettiva è il caso, per esempio, delle disposizioni applicabili alle imprese di pulizia, per cui l’azienda che subentri a un’altra in un appalto di servizi è obbligata ad assumere i dipendenti della precedente azienda. Il principio non si applica, invece, ai benefici previsti dalla legge n. 68/1999 (lavoro dei disabili, articolo 13); in tal caso, infatti, si tratta di norma speciale che prevale sul principio generale introdotto dalla legge Fornero.

In secondo luogo, i benefici sono esclusi nel caso di assunzioni che violano un preesistente obbligo. A differenza della prima ipotesi, ci si riferisce qui al caso in cui ricorre un diritto all’assunzione in capo a un determinato lavoratore, ma il datore di lavoro assume un altro lavoratore. In caso di somministrazione vale analoga regola.

Datori di lavoro e utilizzatori in crisi. Il terzo principio limita l’ammissione ai benefici nel caso in cui il datore di lavoro o l’utilizzatore abbiano alle proprie dipendenze lavoratori sospesi per crisi o riorganizzazione, salvi i casi in cui l’assunzione, trasformazione o somministrazione siano finalizzate all’acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi o siano effettuate presso una diversa unità produttiva. Da notare che, mentre i primi due principi si riferiscono al datore di lavoro o utilizzatore nella sua interezza, in questo terzo principio va invece considerata solo la situazione della singola unità produttiva del datore di lavoro.

Coincidenza assetti proprietari. Infine, quarto principio: gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo. Il principio opera anche in caso di somministrazione (con riferimento, evidentemente, al datore di lavoro utilizzatore).

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