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Niente governo, Atene torna al voto

ATENE — La campagna elettorale è ricominciata subito, all’uscita dal palazzo presidenziale. «Qualcuno ha deciso di fornire pretesti ai nemici della Grecia, sono degli avventurieri populisti» (il conservatore Antonis Samaras critica Alexis Tsipras, sinistra radicale). «Non siamo disposti a tradire gli elettori, è il momento di formare un governo che fermi i tagli» (Tsipras critica Samaras). «Il Paese torna al voto solo perché qualcuno mette i suoi interessi al di sopra della nazione» (il socialista Evangelos Venizelos critica gli altri due).
L’ultimo tentativo di Karolos Papoulias, il capo dello Stato, fallisce dopo poche ore. Ha convocato i tre leader dei partiti principali più la Sinistra Democratica e gli Indipendenti Greci.
Gli stalinisti del KKE hanno rifiutato l’invito, i neonazisti di Alba d’oro sono stati messi al bando. Il loro leader Nikolaos Michaloliakos ha negato in un’intervista all’emittente privata l’esiMega stenza di forni crematori e camere a gas nei campi di sterminio.
Oggi si rivedono ancora tutti per cercare un’intesa sul primo ministro che dovrà ge- maggioranza (50 deputati) in stire l’amministrazione fino caso di vittoria. Nuova Demoalle elezioni, che dovrebbero crazia diventerebbe il secontenersi il 17 giugno. Se anche do partito e per i socialisti su questo nome non dovesse del Pasok continuerebbe il esserci il consenso, Papou- crollo, dopo aver condiviso il lias pensa di nominare Pana- potere per trentotto anni con giotis Pikrammenos, il presi- il centrodestra.
dente del Consiglio di Stato. Il fallimento delle trattatiI sondaggi danno la sini- ve è stato fustigato da Guido stra radicale di Syriza vincen- Westerwelle, ministro degli te tra il 20 e il 23 per cento. Esteri tedesco: «Una grave Tsipras ha già annunciato battuta di arresto». Christine che la coalizione di gruppi Lagarde, direttrice generale cambierà lo statuto per diven- del Fondo monetario internatare un partito unico e poter zionale, ha evocato la possibicosì ottenere il premio di lità di un’«uscita ordinata» della Grecia dall’euro: «Sarebbe straordinariamente costosa e presenterebbe dei grandi rischi — ha detto al canale — ma fa parte delle France24 opzioni che siamo obbligati a considerare tecnicamente».
Gli analisti si chiedono se i greci — che il 6 maggio hanno respinto in maggioranza le misure d’austerità — cercheranno di concentrare il voto sui partiti principali per evitare l’ingovernabilità. Panos Kammenos, leader di Indipendenti Greci, rischia di vedere tornare i suoi elettori alla casa madre di Nuova Democrazia. È anche finito in un diverbio con l’ufficio del presidente attorno a una lettera che avrebbe inviato per offrire il sostegno a un governo di unità nazionale in cambio di poltrone.
A giugno Atene non si potrà più permettere lunghe trattative senza successo. Entro la fine del mese, il governo deve decidere altri tagli per 11,5 miliardi di euro. Sono le misure promesse nell’accordo firmato con la Troika (Unione Europea, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale) per ottenere 130 miliardi in aiuti.

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