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Niente fumo in auto con bambini

Torna possibile l’introduzione del divieto di fumo in auto: il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha annunciato ieri alle agenzie di stampa di «avere allo studio un decreto». Stavolta, a differenza del passato, il divieto scatterebbe solo se a bordo ci sono minorenni. Ma proprio questo particolare indica che l’iniziativa del ministro rischia di finire nel nulla o – nel caso arrivi in porto – di avere scarsi risultati: accertare che nell’abitacolo ci sono minori è difficile senza fermare immediatamente il veicolo, salvo esporsi al rischio di aumentare il contenzioso. E le infrazioni che di fatto richiedono l’alt sono quelle che le forze dell’ordine riescono a punire più di rado.
Per avere un’idea delle difficoltà, basta ricordare che una prima proposta di questo tipo fu accantonata proprio perché poco applicabile. Era stata presentata da alcuni senatori nel maggio 2008 e, nell’autunno 2009, era confluita nel disegno di legge che a luglio 2010 sarebbe diventato la riforma del Codice della strada (legge 120/2010). Era previsto il divieto assoluto di fumo, con sanzione raddoppiata in caso di minori a bordo. Ma già nel dicembre 2009 il divieto proposto è stato completamente espunto dal testo.
La motivazione principale era stata proprio la difficile accertabilità dell’infrazione: per un agente non è affatto semplice vedere che cosa accade nell’abitacolo. Tanto più che non bisogna essere sicuri solo che il conducente fumi, ma che con lui ci siano anche minorenni.
Comunque, anche per chi viene multato giustamente è troppo forte la “tentazione” di presentare un ricorso mettendo in dubbio la percezione dell’operatore. Un problema analogo a quello che si verifica per infrazioni come il mancato allacciamento delle cinture e l’uso del cellulare senza auricolare o vivavoce, che spesso gli agenti – proprio per questa ragione – rinunciano a verbalizzare se non riescono a contestarle immediatamente al trasgressore, nonostante qui non sia richiesto di stabilire l’età di chi c’è a bordo. Il risultato è che le multe sono relativamente poche: per avere un’idea, lo scorso anno la Polizia stradale ha rilevato 92.663 infrazioni tra cinture e cellulare, contro le 355.736 legate alla velocità (che si accertano perlopiù con strumenti automatici).
È probabile che il problema sia noto anche al Parlamento attuale, cui la Lorenzin si è rivolta con una lettera aperta dopo aver infruttuosamente presentato in Consiglio dei ministri – nel 2013 – un disegno di legge per vietare il fumo in auto in presenza di minorenni. Il governo dell’epoca decise di rimettere la questione ai parlamentari, che a loro volta non avevano portato avanti una discussione.
Ora, stando a quanto annunciato ieri, il ministero della Salute dovrebbe preparare un decreto legge, verosimilmente per cambiare il Codice della strada. Una possibile alternativa rapida è un emendamento al cosiddetto “Ddl Meta”, dal nome del presidente della commissione Trasporti della Camera, che ha presentato un disegno di legge per apportare modifiche al Codice con iter accelerato rispetto alla legge delega di riforma che in questo momento è al Senato.
Il ministero ha invece smentito di voler estendere l’attuale divieto di fumo ad alcuni luoghi pubblici aperti, come stadi, parchi e spiagge attrezzate. Un’idea che era stata evocata dallo stesso ministero in un comunicato stampa del 1° gennaio.

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