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Niente donne in Eni ed Enel Quando i «big» sono in ritardo

Il numero in sé non è forse altissimo: è il peso delle società che è importante. Nella primavera che si avvicina, e in quella dell’anno prossimo, andranno a scadenza i consigli di amministrazione e i collegi sindacali di alcuni dei gruppi pubblici che più impattano sul Pil italiano. Dovranno applicare la legge sulle quote di genere: il modo in cui recepiranno la normativa Golfo-Mosca sarà la cifra di come lo Stato intenderà muoversi su questo terreno. Nell’intervento a fianco il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, si augura che sia applicata la ricetta del capoluogo lombardo: 50% e 50%. Visto il punto di partenza il passo sarà lungo: più del 60% delle società controllate dal ministero dello Sviluppo economico ha vertici completamente maschili.
Una indagine realizzata da Governance Consulting per CorrierEconomia sulle sole società controllate direttamente dal ministero e su quelle controllate attraverso la Cassa depositi e prestiti mette in evidenza che tra pochi mesi dovranno essere rinnovati cda e collegi sindacali di 7 società, compreso il vertice della stessa Cassa depositi e prestiti (273,6 miliardi di attività totali nel 2011), e di altre 14 nella primavera 2014. Come saranno rinnovati, dipenderà dall’esito delle elezioni del 24 febbraio.
Voto
Delle 7 società i cui vertici scadono in primavera, ben 5 non hanno attualmente alcuna donna in consiglio. Un minimo di apertura è presente solo nella Cassa depositi e prestiti (Maria Cannata) e Snam (Roberta Melfa ed Elisabetta Oliveri). Complessivamente per questo primo gruppo la percentuale femminile è dell’8,1%: dovrà arrivare al 20% secondo la legge Golfo-Mosca. Nei collegi sindacali la presenza è più alta (17,4%, grazie al 67% di Cinecittà Luce) e vede anche 3 presidenti, ma ben 4 organismi di controllo su 7 sono tutti maschili. Ha vertici al 100% composto da uomini, per esempio, una società importante per l’internazionalizzazione come Sace, gruppo assicurativo-finanziario che «sostiene la crescita di oltre 25 mila imprese in più di 180 Paesi», come è scritto nella presentazione sul sito.
I big
Restando al campione preso in esame (elaborazioni di Elena Bonaiti) il grosso dei rinnovi sarà nella primavera 2014, con l’approvazione dei bilanci 2013. Le società controllate dal ministero dello Sviluppo economico e dalla Cassa depositi e prestiti che rinnoveranno i vertici sono 14: attualmente hanno 95 consiglieri di cui solo 7 sono donne (una percentuale dell’7,4%). Più della metà (8 su 14) sono interamente maschili, anche nei collegi sindacali (7 su 14). Dei 46 sindaci totali, le donne sono 8, pari al 17%.
Si trovano in questo gruppo alcuni pezzi da novanta del sistema economico italiano: Eni (una delle maggiori società energetiche integrate del mondo e prima multinazionale italiana per fatturato, 109,6 miliardi di euro nel 2011), Enel (84,9 miliardi di euro di ricavi nel 2012), Finmeccanica, Poste (27,7 miliardi di ricavi nel 2011), Ferrovie dello Stato, Enav… E sono proprio le società maggiori a essere completamente chiuse alle professionalità femminili: hanno cda e collegi sindacali al 100% maschili Enel, Eni, Terna, Fintecna, Enav, Società per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione; mentre Ferrovie ha il cda interamente maschile e il collegio sindacale con una presidente donna e Finmeccanica ha una consigliera su 12 totali (Silvia Merlo, espressione dei fondi di investimento) e un collegio sindacale al 100% maschile.
«Questi rinnovi rappresenteranno un punto di svolta — dice Susanna Stefani, vice presidente di Governance consulting —. Una volta che società come Eni o Enel si aprono al talento femminile, a cascata le numerosissime società che a loro volta controllano recepiranno il cambiamento». Il profilo del candidato e della candidata per questi consigli chiede competenze gestionali o strategico internazionali. «Certo — conclude Stefani — gruppi di questa caratura avrebbero dovuto arrivarci da soli, senza aspettare l’obbligo della legge… Noi stiamo ancora a parlare di far entrare una o due donne in cda mentre in Francia affideranno ad Anne Lauvergeon la guida di Eads, una delle poltrone più prestigiose dell’industria europea…»

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