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Niente domande allo sportello

 di Cristina Bartelli 

La soglia dei mille euro per le transazioni non si applica alle operazioni allo sportello. L'Associazione bancaria italiana (Abi), secondo quanto risulta a ItaliaOggi, sta chiarendo in questi giorni agli istituti che la soglia non riguarda prelievi e versamenti sui conti dei clienti, come peraltro già spiegato dal ministero dell'economia e delle finanze con una circolare di novembre sulla procedura da tenere.


Il limite di 1000 euro, ribadiscono dal Mef, si applica alle transazioni tra privati superiori a quella cifra. Per chi si reca allo sportello e deve prelevare dal conto somme superiori ai 1000 euro, i fin troppo zelanti sportellisti della banca non devono muovere eccessi investigativi, con domande, dubbi, minacce o addirittura rifiuti (si veda ItaliaOggi del 4/1/2012) . Nella nuova puntata della guerra al contante stavolta il ruolo di guest star ce l'ha dunque l'Abi che, in attesa di un incontro chiarificatore con gli istituti di credito, ha sul proprio tavolo il dossier sugli sportelli che si muovono in ordine sparso sulle nuove regole di circolazione del contante. Il tutto con segnalazioni che si moltiplicano di giorno in giorno.

Alcuni esperti raccontano che, allo sportello, il funzionario della banca non dovrebbe neanche azzardarsi a chiedere a cosa servono le somme prelevate. Ad esempio in una banca centrale di una grande città non è insolito vedere commercianti richiedere spesso cifre consistenti di contanti. In questi casi, spiegano a ItaliaOggi, se lavori in banca non hai neanche bisogno di porre delle domande ai fini antiriciclaggio, il sospetto dovrebbe maturare a prescindere e da lì quello che ne consegue: comunicazione al Mef o segnalazione di operazione sospetta.

E invece succede che clienti di questo o quell'istituto raccontano di essersi visti porre domande sulla destinazione dei prelievi (mai sulla provenienza dei versamenti). Nella carrellata dei casi, vicino al paradosso, finiscono sotto esame somme prelevate per pagare le bollette (anche se in questo caso potrebbe essere utile ricordare che ormai tutti gli sportelli delle poste operano con la possibilità di pagare le operazioni con bancomat o carte di credito), per fare i regali di Natale ai propri nipoti, o per gestire particolari forme di pagamento con micro fornitori.

La circolare del ministero dell'economia. I problemi si erano già presentati con la manovra estiva e l'abbassamento della soglia del contante dai 5 mila ai 2.500 euro. Primi intoppi allo sportello per i clienti che hanno iniziato a subire il terzo grado tanto che il 16 novembre il Mef ha pubblicato sul proprio sito la circolare esplicativa in materia di disciplina antiriciclaggio (si veda ItaliaOggi del 16/11/2011) ribadendo che «le operazioni di prelievo e/o di versamento di denaro contante richieste da un cliente opportuno ribadire che le operazioni di prelievo e/o di versamento di denaro contante richieste da un cliente non concretizzano automaticamente una violazione dell'articolo 49 e, pertanto, non comportano l'obbligo di effettuare la comunicazione al ministero dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 51. Tale comunicazione» continua la circolare, «è obbligatoria solo qualora concreti elementi inducano a ritenere violata la disposizione normativa. I suddetti elementi devono essere correttamente indicati nella comunicazione così da consentire all'Amministrazione di valutare la sussistenza dei presupposti per la contestazione della violazione dell'articolo 49, comma 1, relativamente alla movimentazione di contante». E, nella maggior parte dei casi la solerzia preventiva delle banche si è risolta da parte del ministero in procedure di archiviazione.

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