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Niente Cigs per chiusure definitive

La cassa integrazione straordinaria si interromperà solo se la cessazione dell’attività d’impresa sarà «definitiva» (e quindi se sussistono concrete prospettive di proseguimento o di ripresa dell’attività l’erogazione potrà proseguire). Inoltre si chiarisce che i contratti di collaborazione coordinata e continuativa (i co.co.co.) sono una forma contrattuale «che va a esaurimento».
Sono queste le due modifiche di maggior peso al Ddl delega Jobs act, approvate dalla commissione Lavoro della Camera che da domenica ha avviato l’esame dei complessivi 550 emendamenti. Sul fronte della Cigs, quindi, l’intervento del Governo rappresenta una parziale apertura dopo le preoccupazioni di imprese e sindacati, visto che la formulazione originaria del Ddl delega sanciva genericamente l’impossibilità di autorizzare il sussidio in caso di cessazione di attività o di ramo d’azienda. Ovviamente bisognerà leggere i decreti delegati per capire come verrà declinata la norma. Ma ieri a tenere banco è stato ancora il nodo dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che sarà affrontato oggi in commissione, quando il Governo presenterà la riformulazione di un emendamento parlamentare depositato dal gruppo dei deputati del Pd (a prima firma Maria Luisa Gnecchi). Tra le ipotesi che si sono rincorse ieri, c’è anche l’introduzione di termini per impugnare i licenziamenti. Sul tema articolo 18 ieri è iniziato un braccio di ferro all’interno della maggioranza, dopo l’annuncio del sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, che ha parlato di «riformulazione», spiegando che nella delega sarà inserita la previsione della reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamenti disciplinari «per un motivo dichiarato da un giudice nullo o inesistente» (con le fattispecie da chiarire nei decreti delegati). Il capogruppo Ncd, Maurizio Sacconi ha replicato che l’emendamento «non corrisponde a quanto concordato. Se vedessimo un testo diverso da quello che conosciamo ce ne andremmo dalla Commissione e si aprirebbe un bel contenzioso nella maggioranza». Ncd, infatti, richiama l’intesa di maggioranza per cui, in caso di licenziamenti economici giudicati illegittimi, ci sarà l’indennizzo con il mantenimento del reintegro solo nei licenziamenti nulli, in quelli discriminatori e in casi specifici di licenziamenti disciplinari. «Non c’è interesse a fare polemiche – ha detto il presidente della commissione e relatore Cesare Damiano (Pd) – ma a lavorare sui contenuti per concludere».
Fino a ieri sera sono stati votati i commi 3 e 4, con la previsione in nottata di arrivare ai commi 5 e 6 (su semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese) e oggi di affrontare l’emendamento del Governo sul comma 7 (il contratto a tutele crescenti, le mansioni e i controlli a distanza). Si punta a chiudere l’esame in Commissione giovedì 20 per approdare in Aula il 21, con il voto finale previsto per il 26 novembre, come deciso dalla stessa Camera.
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