Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Niente bilancio, il cda risponde

Sono trascorse alcune settimane dal termine «lungo» di 180 giorni concesso alle società con esercizio coincidente con l’anno solare per approvare il proprio bilancio 2013. Eppure, a oggi si registrano numerosi casi di mancata approvazione del bilancio per svariate ragioni. In realtà, tralasciando «spiacevoli» (e, si spera, rare) circostanze addebitabili alla palese negligenza degli amministratori per non aver, ad esempio, predisposto il progetto di bilancio o non aver convocato per tempo l’assemblea dei soci, la causa più ricorrente della mancata approvazione del bilancio è quella del disaccordo tra i soci sul progetto presentato dagli amministratori o di eventuali rilievi contenuti nelle relazioni al bilancio rilasciate dal collegio sindacale e/o dal soggetto incaricato del controllo contabile.
Ovviamente, la mancata approvazione del bilancio da parte delle società comporta precise conseguenze sia in capo alla società, sia in capo agli amministratori. Da un lato, infatti, la società potrà vedersi accertato dall’amministrazione finanziaria – in via extracontabile – un maggior reddito imponibile ai fini Ires e Irap, dall’altro invece gli amministratori potranno essere chiamati dalla stessa società a rispondere civilmente e penalmente del danno arrecato al patrimonio sociale. La base imponibile ai fini Ires e Irap, infatti, viene desunta direttamente dal Conto economico della società: pertanto, a prescindere dalle cause della mancata approvazione del bilancio e dalla eventuale presentazione della dichiarazione dei redditi, l’assenza del bilancio d’esercizio potrebbe legittimare gli uffici fiscali ad accertare il reddito imponibile della società ai fini Ires-Irap induttivamente e, dunque, senza tener conto delle scritture contabili, ma solo sulla base di presunzioni semplici, prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza (articolo 39, comma 2, Dpr 600/73). In sostanza, con questo accertamento, l’ufficio accertatore determinerebbe il reddito imponibile confrontando, ad esempio, gli indici di ricarico applicati dalla società accertata con quelli applicati da altre società appartenenti allo stesso settore, magari senza tener conto della crisi congiunturale che si sta attraversando.
In questa ipotesi, dunque, la società può subire un danno patrimoniale a fronte di una contestazione di una base imponibile decisamente maggiore (e, quindi, di maggiori imposte, oltre a sanzioni e interessi) rispetto a quella «ufficiale» che sarebbe emersa dal bilancio, se fosse stato approvato. E, quindi, se la mancata approvazione del bilancio è imputabile agli amministratori, la società potrà chiamarli a rispondere civilmente del danno subito. A questo scopo la società dovrà dimostrare la mancata adozione di diligenza da parte degli amministratori e la minore imposizione fiscale che sarebbe derivata da un loro comportamento differente. Al contrario, ai fini della propria difesa, l’organo amministrativo sarà chiamato a dimostrare di aver agito con la diligenza richiesta dal particolare incarico e la strumentalità e la capziosità della mancata approvazione del bilancio da parte dell’assemblea: se infatti il bilancio non è stato approvato per circostanze imputabili ai soli soci il cda non sarà ritenuto responsabile.
Se, poi, all’omessa approvazione di bilancio si aggiunge l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi entro la fine del nono mese successivo alla fine dell’esercizio, gli amministratori potranno essere chiamati a rispondere anche penalmente, trattandosi di uno specifico adempimento riservato loro per legge. Quindi, per evitare la configurazione di una propria responsabilità penale (ma non anche civile) gli amministratori dovranno cercare di attivarsi affinché venga trasmessa la dichiarazione dei redditi. Potrebbero inviare la dichiarazione inserendo magari un imponibile quanto più possibile in linea con i documenti in loro possesso.
Allo stesso modo, per non essere chiamato a rispondere in concorso con gli amministratori dell’omesso invio della dichiarazione, il professionista incaricato per la dichiarazione, potrebbe comunque trasmetterla assumendo i dati del progetto di bilancio non approvato, previa informazione alla società e all’organo amministrativo.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Tocca ad Alfredo Altavilla, manager di lungo corso ed ex braccio destro di Sergio Marchionne in Fca...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I mercati incassano senza troppi scossoni la decisione della Fed di anticipare la stretta monetaria...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È sempre più probabile che non ci sarà alcun nuovo blocco - anche parziale - dei licenziamenti n...

Oggi sulla stampa