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Niente avvocati senza Pec

di Giovanbattista Tona

La crescita economica risente anche delle comunicazioni nel processo civile; e l'articolo 25 della legge di stabilità cambia le norme che stabiliscono come si dà notizia degli atti alle parti, ai testimoni e agli ausiliari del giudice, rendendo del tutto eccezionale il ricorso all'ufficiale giudiziario.

In base all'articolo 136 del Cpc nella sua originaria versione, le comunicazioni andavano fatte con il biglietto di cancelleria; il cancelliere doveva consegnarlo al destinatario che ne rilasciava ricevuta oppure trasmetterlo all'ufficiale giudiziario che lo recapitava con le complesse modalità della notifica. Poi il Dl 263/2005 ha aggiunto la possibilità di eseguire le comunicazioni con telefax o posta elettronica.

Con il Dl 138/2011 (convertito nella legge n. 148) la comunicazione a mezzo fax o posta elettronica diventò obbligatoria nei confronti delle parti, spazzando via l'alternativa della notifica con ufficiale giudiziario. Frattanto era stato introdotto l'obbligo per il difensore di indicare nel suo primo atto il proprio indirizzo di Pec e il proprio numero di fax.

La legge di stabilità torna sulla questione e riordina la disciplina. Il difensore deve dotarsi di un indirizzo Pec e lo deve comunicare al proprio Ordine. Poi nei suoi atti deve indicare questo indirizzo che sarà utilizzato per le comunicazioni.

Il biglietto di cancelleria o viene consegnato al destinatario oppure va trasmesso a mezzo di posta elettronica certificata «nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici». Solo se non è possibile procedere con una di queste due modalità, il biglietto va trasmesso con telefax oppure va rimesso all'ufficiale giudiziario per la notifica.

Nella nuova formulazione dell'articolo 136 del Cpc queste modalità di comunicazione sono disciplinate in maniera omogenea qualunque sia il destinatario; e pertanto il ricorso alla notifica potrà trovare spazio per quei destinatari, diversi dalle parti processuali, che non sono tenuti a comunicare il proprio indirizzo email (testimoni o ausiliari).

Viene pure riscritto l'articolo 250 del Cpc che consente al difensore di trasmettere ai testi ammessi dal giudice l'intimazione a comparire (oltre che con raccomandata) con posta elettronica o fax. Posta ordinaria e posta elettronica vengono infine equiparate nella disciplina delle notificazioni degli atti da parte dei difensori.
 

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