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Niente aumento Iva se i tassi restano bassi

Grilli conferma le aperture: «In Parlamento ne discuteremo, si può fare». Il relatore Pierpaolo Baretta, del Pd, conferma che saranno cambiati tetto alle detrazioni e retroattività ma naturalmente a «saldi invariati». Ma il ministro non accetta che si dica che la sua legge di Stabilità aumenta le tasse come ieri hanno ripetuto l’ex titolare del Tesoro Giulio Tremonti e la Lega i quali hanno osservato che il ddl varato dal governo «nasconde circa 7 miliardi di tasse in più».
A risolvere l’intricata e tesa situazione potrebbero arrivare — a sorpresa — nuove risorse. «Stiamo lavorando per evitare l’aumento dell’Iva: ci sono nove mesi di tempo», ha detto il sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo che ha ipotizzato di utilizzare il «gruzzolo» dei risparmi per gli interessi sui titoli di Stato dovuti al «calo dello spread». In effetti l’aggiornamento a Def di settembre stimava una spesa per interessi di 89,2 miliardi in aumento rispetto agli 88,4 di aprile (benché Draghi avesse da poco annunciato il nuovo programma di intervento Omt per combattere la speculazione). Oggi con lo spread sceso dai 400 punti dell’aprile scorso ai 321 di ieri e con i tassi sul decennale sotto al 5 per cento, esisterebbero margini per nuove risorse.
La difesa di Grilli dell’operazione meno Irpef, più detrazioni, più Iva tuttavia non si attenua: «La legge di Stabilità riduce senza dubbio le imposte», ha rivendicato il titolare del dicastero di Via Venti Settembre, intervenendo al question time del Senato. Il governo, ha osservato, «ha agito su tre assi: l’Iva, l’Irpef e gli incentivi ai salari legati alla produttività. Questa è stata la nostra proposta. E’ chiaro — ha aggiunto — che il Parlamento potrebbe agire su un solo asse». Ma Grilli è entrato anche nel merito delle scelte che sono emerse dal consiglio dei ministri della notte tra martedì 9 e mercoledì 10 settembre. «Non bisogna dimenticare che senza questa legge di stabilità l’Iva salirebbe di due punti», ha ricordato. «Ci siamo dati l’obiettivo di eliminare questo gradino fiscale», ha osservato. Secondo il ministro dell’Economia sono stati tutelati anche i redditi bassi: «Ci siamo concentrati sulle prime due aliquote Irpef, che non vengono toccate da alcuna revisione delle agevolazioni».
Continua intanto l’ondata di studi e simulazioni che mettono in evidenza i punti deboli del pacchetto fiscale della legge di stabilità: il Lef ieri ha osservato che il taglio di detrazioni e deduzioni «complica il sistema», la Federconsumatori ha calcolato in 200 euro l’aggravio per ogni famiglia nel 2013. mentre una tabella del Cer ci dice che le risorse che la «Finanziaria» drena dall’economia cono 10,1 miliardi con il 62,8 per cento di nuove tasse e il 37,2 per cento di tagli. Queste risorse vengono interamente restituite all’economia per circa 13 miliardi con un aggravio dell’indebitamento netto di 3 miliardi che probabilmente sarà bilanciato portando il bilancio del 2013 al pareggio mentre il Def prevedeva un mini- avanzo di 0,2 per cento del Pil (circa 3,2 miliardi).

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