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Next Generation Ue, l’ultimo negoziato sul monitoraggio

Siamo all’ultimo miglio per accedere al pre-finanziamento europeo da 25 miliardi, legato al via libera ottenuto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano nell’ambito di Next Generation Eu. Sono in fase di limatura i dettagli tecnici contenuti nei due documenti legali con cui l’Italia si impegnerà con la Commissione europea: il Financing agreement per la parte che riguarda le sovvenzioni, che sarà firmato dal Commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni, e il Loan agreement per la parte riguardante i prestiti, siglato da Gentiloni e dal Commissario al Bilancio Johannes Hahn.

Fonti del governo spiegano che entro questa settimana sarà tutto pronto. A Roma nei giorni scorsi sono arrivate le bozze. Dopo le firme partirà il bonifico destinato al nostro Paese. «Non possiamo commentare sulla data specifica entro la quale l’accordo italiano di finanziamento potrà essere firmato — ha spiegato la portavoce per l’Economia Veerle Nuyts —, ma la Commissione sta lavorando per garantire che ciò avvenga al più presto e ci auguriamo di essere in grado di erogare entro fine luglio il prefinanziamento del 13%». In più occasioni il Commissario Gentiloni ha detto che l’esborso del prefinanziamento per l’Italia dovrebbe avvenire verso «fine luglio-inizio agosto» e che l’esborso della prima tranche dovrebbe essere chiesto da Roma nel dicembre 2021, per essere erogato intorno a «fine gennaio-inizio febbraio» 2022, purché siano rispettati tappe ed obiettivi previsti. I contratti per le sovvenzioni e i prestiti sono di fatto standard, mentre richiederà più tempo la messa a punto dell’Operational arrangement, che sarà adattato ad ogni Paese: sarà definito il modo in cui la Commissione Ue verificherà il raggiungimento da parte dello Stato membro dei target e delle tappe contenuti nel Pnrr, che sbl0ccherà i fondi della Recovery and Resilience Facility, lo strumento principale di Next Generation Eu. Questo accordo dovrà comunque essere finalizzato prima della prima richiesta di esborso. È bene ricordare che la Recovery and Resilience Facility, a differenza degli altri fondi Ue, si basa sulla performance, non sulla spesa sostenuta, per questo la valutazione degli obiettivi raggiunti è particolarmente delicata.

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