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Nexi-Sia, fusione da 15 miliardi. Campione europeo dei pagamenti

Vale intorno ai 15 miliardi in Borsa il campione europeo dei pagamenti digitali. È italiano e dovrebbe nascere entro l’estate prossima, dopo l’autorizzazione di Antitrust e autorità regolatorie, dall’unione fra Nexi e Sia. Ieri è stata firmata la lettera d’intenti per l’unione delle due società: da un lato l’ex CartaSi partecipata da Intesa Sanpaolo al 10,5%, dall’altro la società delle reti di pagamento controllata dalla Cassa depositi e prestiti che serve anche le banche centrali europee, oltre a controllare transazioni quotidiane dei cittadini come i pagamenti con le carte di credito nei metrò. In sostanza, Sia sarebbe fusa per incorporazione in Nexi. Il consiglio d’amministrazione di Cdp, presieduto da Giovanni Gorno Tempini e guidato dal ceo Fabrizio Palermo, ha dato il nulla osta. La firma dell’accordo definitivo è prevista per dicembre. Se l’operazione va in porto, nascerà il polo italiano dei pagamenti digitali, «con presenza in quattro continenti e 50 Paesi, ricavi aggregati pro-forma per oltre 1,8 miliardi e un margine operativo lordo di oltre un miliardo», è stato detto durante la conferenza con gli analisti. Una spinta ai pagamenti senza contante anche in Italia. La lettera d’intenti prevede che l’azionariato sia diviso fra Nexi al 70% e Sia al 30%. All’interno di questa ripartizione Mercury, il veicolo che controlla Nexi (a cui partecipano i fondi di private equity Bain Capital, Advent International e Clessidra), avrebbe intorno al 23%; e Cdp, che controlla Sia, sarebbe l’azionista di riferimento con circa il 25%: parteciperebbe al capitale attraverso Cdp Equity e Fsia, che oggi possiedono rispettivamente il 25,7% e il 57,42% di Sia (il resto è di Banco Bpm, 5,33%; Mediolanum 2,85%; e Deutsche Bank, 2,58%).

Nell’operazione Nexi è assistita da Bofa Securities, Hsbc e Mediobanca come advisor finanziari; Sia da JP Morgan e Rotschild e da Gop come consulente legale. In Borsa Nexi ha chiuso con un +3,14%.

«Con la fusione tra Sia e Nexi, sotto la regia di Cdp come azionista stabile, si uniscono due realtà italiane con attività altamente complementari e già all’avanguardia nel campo dei pagamenti digitali — ha detto il ministro Roberto Gualtieri, alla guida del dicastero dell’Economia che controlla Cdp — . Il gruppo che nasce è il primo in Europa per numero di esercenti serviti e di carte gestite. La fusione contribuirà alla transizione digitale in un ambito decisivo come quello dei pagamenti elettronici, garantendo più rapidità, sicurezza e trasparenza alle aziende grandi e piccole, agli istituti bancari, alla pubblica amministrazione e ai cittadini, in sintonia con l’impegno del governo italiano per incentivare la transizione al cashless», la società senza contanti.

«La fusione di Sia con Nexi darà una spinta decisiva allo sviluppo di una infrastruttura fondamentale per l’Italia e favorirà la trasformazione digitale del Paese», ha detto Palermo. Mentre Gorno Tempini ha definito la fusione «una bella operazione di mercato». Durante il Covid, Nexi ha «performato meglio di altri», ha detto il ceo Paolo Bertoluzzo, che ha annunciato: «Si dà vita a una grande paytech italiana leader in Europa».

Quanto a Sia, c’è da sottolineare che UniCredit ha confermato di aver avviato una trattativa sull’attuale accordo di outsourcing con Sia per la fornitura di servizi con carte di pagamento e gestione di Pos e Atm, e il suo rinnovo fino al 2036.

Gli azionisti di Sia riceverebbero 1,58 azioni Nexi per ogni azione. In questo contesto, Sia è stata valutata 4,6 miliardi, con un multiplo — è stato detto agli analisti — di 13,6 volte il margine operativo lordo (257,9 milioni di euro nel 2019, +28% dal 2018), includendo però le sinergie del nuovo gruppo previste in 150 milioni. Nel 2019, quando Cdp salì alla maggioranza assoluta di Sia, il multiplo per rilevare le quote di F2i e Hat Orizzonte fu di 12 volte. Saranno almeno cinque su 13 gli amministratori di Nexi designati da Cdp dopo il closing, con presidente Michaela Castelli, che ricopre la stessa carica in Nexi, e ceo Bertoluzzo. «La società risultante dalla fusione — ha detto Palermo — sarà una delle maggiori dieci per capitalizzazione sulla Borsa di Milano», dove Sia rinuncia perciò a debuttare da sola.

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