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Nexi-Nets, intesa allo sprint finale Sia resiste al Covid

È attesa tra domani e giovedì la scadenza dell’esclusiva, volta a definire un possibile accordo tra il gruppo Nexi e la danese Nets per una aggregazione.

Al lavoro sono gli advisor delle parti (Hsbc, Centerview e Mediobanca per Nexi e i fondi e Jp M0rgan e Credit Suisse per Nets). Domani è previsto un Cda di Nexi, formalmente sui conti del trimestre, ma non è da escludere che ci possa anche essere un’accelerazione proprio nelle prossime ore per la possibile intesa con Nets. L’obiettivo è infatti quello di creare il polo internazionale fintech maggiore in Europa e superiore al colosso francese Worldline.

La fusione fra Nexi eNets avrebbe infatti un valore di 10 miliardi, mentre quella con Sia potrebbe fare salire il valore dell’entità combinata a oltre 20 miliardi. In questa nuova realtà, alla fine dunque di un doppio processo di aggregazioni, il primo azionista, a livello singolo, sarebbe Cdp, la Cassa Depositi e Prestiti, mentre a un livello simile, leggermente inferiore, ci sarebbero i fondi Hellman & Friedman (azionista di Nets) e Bain Capital e Advent, questi ultimi due soci sia di Nexi sia di Nets. I tre fondi insieme avrebbero però circa il 40%. Poi con pacchetti azionari più piccoli ci sarebbero altri gruppi come Clessidra, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e BancoBpm.

Nel frattempo, proprio ieri Sia ha chiuso i primi 9 mesi del 2020 con ricavi consolidati pari a 525,8 milioni di euro, in aumento quindi dello 0,5% sullo stesso periodo del 2019, di cui il 50% circa relativi alla base installata, a servizi a canone e alle attività di sviluppo, non impattati dalla contrazione dei volumi connessi alla pandemia.

I ricavi mantengono una diversificazione geografica in linea con il 2019, circa il 70% in Italia e 30% all’estero. L’Ebitda è pari a 194,9 milioni di euro con una flessione dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un margine al 37%.

Al 30 settembre 2020, l’indebitamento finanziario netto di Sia è pari a 716 milioni rispetto agli 812,4 milioni di euro a fine 2019, in significativo miglioramento grazie alla generazione di cassa del periodo. I costi del periodo sono stati pari a 330,3 milioni di euro (+1,4%) dovuto ai maggiori costi del personale (+1,3%) sostenuti per la crescita organica e il rafforzamento del team manageriale, e i maggiori costi operativi (+1,5%) relativi ad adeguamenti normativi, allo sviluppo di nuove piattaforme tecnologiche e, in generale, all’incremento della capacità di processing. L’obiettivo del gruppo è mantenere lo stesso livello di ricavi generato nel 2019 attraverso la realizzazione delle iniziative strategiche di sviluppo e di crescita incluse nel piano industriale approvato nel febbraio 2020.

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