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Nexi-Nets, fusione da 10 miliardi Nuovo leader Ue dei pagamenti

Accelera la corsa al consolidamento nei pagamenti digitali, dove Nexi si prepara a diventare il numero uno in Europa, superando la francese Worldline. Il gruppo guidato da Paolo Bertoluzzo ha annunciato trattative in esclusiva per 10 giorni per raggiungere un accordo di fusione vincolante, attraverso uno scambio azionario, con la danese Nts, operatore attivo nei mercati del Nord Europa. La mossa segue le nozze con Sia, suggellate all’inizio di ottobre con un memorandum of understanding per l’integrazione dei due gruppi, tramite la fusione per incorporazione di Sia in Nexi, l’ex CartaSi.

Se l’operazione stimata intorno ai 10 miliardi andrà in porto, il raggio d’azione di Nexi includerà l’Italia, i Paesi di lingua tedesca e i Paesi nordici. Con un ruolo di primo piano per la Cassa depositi e prestiti, azionista (pubblico) di controllo di Sia, la società delle reti di pagamento che serve anche le banche centrali europee. Dopo la fusione tra Nexi e Sia, Cdp Equity sarà infatti il primo azionista con il 25% della nuova società combinata, mentre i fondi di private equity Bain Capital, Advent e Clessidra, oggi attraverso Mercury soci di riferimento di Nexi (di cui Intesa SanPaolo ha il 10,5%), avranno il 23%, con Bain e Advent azionisti anche di Nets insieme a Helmann Friedmann, un altro fondo di private equity e socio di lungo periodo.

L’ondata di consolidamento è iniziata negli Stati Uniti, con Fiserv che l’anno scorso ha rilevato First Data, per 22 miliardi di dollari. Poi Fidelity National Information Services ha comprato Worldpay per circa 43 miliardi, incluso il debito. Infine Global Payments ha acquisito Total System Services per 21,5 miliardi. In Europa, la francese Worldline ha accettato a febbraio di acquistare Ingenico per quasi 8 miliardi di euro. E il 4 ottobre Nexi ha annunciato l’accordo con Sia, valutata 4,56 miliardi. L’acquisizione di Nets eliminerebbe una delle ultime società di pagamento indipendenti focalizzate sull’Europa.

L’intesa preliminare prevede la fusione di Nets in Nexi, da realizzare — come nel caso di Sia — attraverso uno scambio azionario, con impegni di «lock up» di lungo periodo per gli attuali azionisti di Nets (incluso Hellman & Friedman) e senza ricorso a indebitamento. In questo modo, calcola Nexi, consigliata da Hsbc, gli azionisti beneficerebbero di importanti sinergie industriali, stimate in circa 150 milioni, in aggiunta a quelle di simile importo dall’annunciata operazione con Sia. Nets, con circa un miliardo di ricavi nel 2019 e 400 milioni di Ebitda, è uno dei principali operatori pan-europei nei pagamenti digitali con una presenza in 20 Paesi e in particolare in Nord Europa e nei mercati a forte potenziale di crescita, come Germania, Austria, Svizzera, Polonia ed Europa centrale e orientale.

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