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Nexi ingloba anche Nets e diventa prima in Europa Cdp socio di riferimento

Nasce il nuovo gigante europeo dei pagamenti digitali Nexi che, prima di fondersi con l’italiana Sia, convolerà a nozze con la danese Nets. Partito dall’ex Istituto Banche Popolari, sotto la guida di Paolo Bertoluzzo (al timone dall’estate 2016), e grazie alla fusione italiana con il gruppo controllato da Cdp, in cinque anni Nexi è diventato un colosso da 22 miliardi di capitalizzazione, 2,9 miliardi di fatturato, 1,5 miliardi di margine operativo lordo e circa 10 mila persone. Le acquisizioni di Sia e Nets sono state inoltre fatte tutte in azioni Nexi, in modo da non appesantire le aziende di debito (che dai bilanci delle tre società ammonta a circa 4,7 miliardi) anzi grazie ai maggiori flussi di cassa (stimati in 1,2 miliardi all’anno) la leva si ridurrà più velocemente.
Le nozze Nexi -Nets -Sia portano la società italiana a superare il leader francese Worldline, e ora che il suo primo azionista diventa un gruppo come la Cassa Depositi e Prestiti (che avrà il 17% del nuovo gruppo), la società potrà guardare ancora più lontano e fare progetti e investimento di lungo periodo. Grazie all’acquisizione del gruppo danese Nexi diventa leader nei paesi nordici dove più si usa la carta di credito (con punte fino al 70% del totale delle transazioni), ma anche in mercati meno maturi come Polonia (3% del fatturato pro forma consolidato) e Germania (9%), che hanno tassi di crescita a doppia cifra.
L’Italia resta e resterà determinante: rappresenta il 54% dei ricavi e continuerà a crescere anche grazie alle politiche che incentivano i pagamenti digitali, sostenute dal governo per la lotta all’evasione. Solo un pagamento su quattro realizzato in Italia è digitale, ma in futuro l’uso del contante è destinato a diminuire. Fatto sta che nei 25 paesi Ue, dove Nexi ha una posizione di leadership, vengono realizzati il 65% dei consumi europei e il gruppo guidato da Bertoluzzo gestisce il 33% delle transazioni, con ampi margini di ulteriore crescita. Ma diventando un grande gruppo europeo, Nexi avrà anche la scala per realizzare sinergie sui ricavi e sui costi (stimate in 320 milioni), in mondo da liberare più risorse da investire in tecnologia e nelle piattaforme per i sistemi di pagamento di Sia da esportare all’estero. Con l’operazione gli investimenti passano da 150 a una stima di 300 milioni all’anno. Diventando più grande Nexi sarà anche meno dipendente dai suoi maggiori clienti a iniziare da Intesa Sanpaolo (che è azionista e si diluirà dall’11 al 5%). I primi cinque clienti della nuova Nexi, tra cui figurano i maggiori istituti tricolori, rappresentano meno di un quinto del fatturato (il 19% del pro forma 2019).
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