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Nexi, i fondi al passo indietro: avviata la cessione del 13,4%

I fondi di private equity Bain Capital, Advent e Clessidra, soci di riferimento di Nexi, avviano la vendita di parte del loro pacchetto azionario all’indomani dell’annuncio del memorandum per la fusione con Sia. Mercury Uk Holco, il veicolo dei fondi Bain Capital, Advent e Clessidra, ha annunciato l’intenzione di vendere circa 84 milioni di azioni Nexi, pari al 13,4% del capitale attraverso una procedura di collocamento accelerato.

Il bookbuilding, dedicato agli istituzionali, è già stato avviato e vede impegnate Barclays, Citigroup e Goldman Sachs come joint global coordinators e joint bookrunners. Rothschild è invece l’advisor di Mercury. Ai prezzi di chiusura di Nexi della seduta di ieri il pacchetto in vendita vale 1,382 miliardi di euro.

Mercury si è impegnata con le banche collocatrici a definire un periodo di lock up sul restante pacchetto azionario di Nexi che, una volta completata la cessione, sarà pari a 126 milioni di azioni, corrispondente al 20,1% del capitale e al 14% del capitale pro-forma post fusione con Sia. Il lock-up riguarderà il 100% delle azioni nelle mani di Mercury per i primi 6 mesi successivi al closing dell’operazione Sia e il 50% della partecipazione per i successivi 12 mesi a determinate condizioni. I private equity resteranno, dunque, nella compagine futura almeno per altri due anni, per poi uscire completamente dall’azionariato. Conseguentemente, cambia il peso degli azionisti nel nuovo gruppo Sia-Nexi che sta formalmente per nascere: Cdp, indirettamente per il tramite di Cdpe e Fsia, avrà una quota complessiva del capitale di poco superiore al 25% , rafforzando il ruolo di anchor investor, mentre si ridurrà dunque il peso di Mercury che dovrebbe scendere nell’entità combinata al 14 per cento.

Ai valori attuali di Borsa il nuovo gruppo avrà una capitalizzazione complessiva superiore a 15 miliardi, risultando una delle dieci società a maggior capitalizzazione sul mercato italiano. Alla luce della cessione sul mercato in queste ore di Mercury, il flottante sarà superiore al 50% del capitale sociale, a conferma della natura di public company del gruppo.

La società nascente dalla fusione, che rimarrà quotata sul Mta, sarà una nuova paytech italiana leader in Europa: una realtà da 1,8 miliardi di euro di ricavi aggregati pro-forma e un miliardo di euro di Ebitda aggregato al 31 dicembre 2019.

Il gruppo Nexi-Sia, dove sarà confermato alla guida l’attuale ad di Nexi, Paolo Bertoluzzo, proverà anche a cogliere le opportunità di crescita internazionale, che l’industria dei pagamenti potrà presentare. Proprio Nexi, già a inizio anno, stava valutando infatti operazioni all’estero: come quella sulla danese Nets che appartiene sempre a private equity (Hellman & Friedman e gli stessi Advent e Bain). Prima di avviare i negoziati conclusivi con Sia e forse in alternativa a quest’ultima operazione, Nexi aveva manifestato nei mesi passati interesse per Nets, visto che sulla società è da diversi mesi in corso un processo competitivo. Ora, con Cdp nuovo azionista assieme ai fondi, resta da capire se il dossier resterà in cima alle strategie e di attualità.

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