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Nexi, il board al rush finale sul dossier-fusione con Nets

Oggi potrebbe essere il D-day per l’aggregazione tra Nexi e la danese Nets, visto che questa notte scadrà l’esclusiva definita il 2 novembre scorso per arrivare a un accordo e creare un gruppo fintech leader in Europa con un valutazione di oltre 10 miliardi di euro. È previsto in mattinata il consiglio di amministrazione di Nexi. Il board della società guidata da Paolo Bertoluzzo è stato convocato per l’approvazione dei conti dell’ultimo trimestre, ma non sono da escludere estensioni dei temi all’ordine del giorno. Fra l’altro, nella stessa giornata, potrebbe anche essere convocato un board della danese Nets.

Sarebbero infatti intensamente al lavoro in queste ore gli advisor: da una parte Hsbc, Centerview e Mediobanca per Nexi e i fondi e dall’altra parte Jp Morgan e Credit Suisse per Nets. Secondo i rumors e tranne colpi di scena dell’ultima ora, tutte le parti coinvolte, con in prima linea l’Ad Paolo Bertoluzzo, starebbero cercando di predisporre velocemente tutta la documentazione necessaria, che potrebbe venire sottoposta al Cda di Nexi.

Cruciale sarà anche l’analisi sulle parti correlate. Alla banca d’affari Lazard sarebbe stato affidato, secondo le indiscrezioni, un incarico dal comitato parti correlate e a breve si attende un verdetto. Nexi ha infatti come soci di riferimento Bain Capital e Advent. Nets, non quotata, ha come azionisti invece Hellman & Friedman, Advent e Bain Capital.

Il consiglio di Nexi vuole essere certo che il prezzo sia congruo e corretto per tutti i soci di Nexi e non soltanto per i fondi di private equity che avrebbero un chiaro conflitto d’interessi. Ad altre banche d’affari (circolano i nomi di Bofa Merrill Lynch e Goldman Sachs) sarebbero state chieste altre analisi specifiche.

Insomma, sembra vicino, salvo appunto colpi di scena, il traguardo finale. L’obiettivo è quello di creare il polo internazionale fintech maggiore in Europa e superiore al colosso francese Worldline. La fusione fra Nexi eNets avrebbe infatti un valore di 10 miliardi.

C’è poi il capitolo Sia. In modo parallelo all’accordo a livello europeo con Nets, c’è il tavolo di trattative fra i private equity e la Cassa Depositi e Prestiti, dopo il preliminare firmato a ottobre, che prevede un periodo di due diligence prima di arrivare a fine dicembre all’ulteriore definizione dell’aggregazione fra Nexi e Sia, che dovrà infine passare dalle assemblee.

A questo punto, con l’ingresso di Nets nell’entità combinata, si avrebbe l’unione di tre aziende tra i leader di mercato del settore fintech. Nascerebbe una realtà da oltre 20 miliardi. In questo nuovo campione europeo, alla fine dunque di un doppio processo di aggregazioni, il primo azionista, a livello singolo, sarebbe Cdp, la Cassa Depositi e Prestiti, mentre a un livello simile, leggermente inferiore, ci sarebbero i fondi Hellman & Friedman (azionista di Nets) e Bain Capital e Advent, entrambi soci sia di Nexi sia di Nets. I tre fondi insieme avrebbero però circa il 40 per cento. Poi con pacchetti azionari più piccoli ci sarebbero altri gruppi come Clessidra, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e BancoBpm.

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