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Newsletter senza obbligo d’acconsentire allo spam

Newsletter libera dall’obbligo di acconsentire allo spam. Il garante della privacy (con il provvedimento n. 427 del 25 settembre 2014, di cui ha dato notizia la newsletter del garante n. 394 del 16/10/2014) blocca chi subordina la fruizione di un servizio in rete all’obbligo di sorbirsi comunicazioni commerciali. Il principio è che un cittadino che compila un form online per ricevere una newsletter deve poter decidere, liberamente e consapevolmente, se dire sì o no alle comunicazioni promozionali, alla profilazione, all’invio dei suoi dati ad altre società e, in generale, a tutti i tipi di trattamenti che vanno al di là del servizio richiesto. La registrazione alla newsletter, inoltre, non può essere condizionata al rilascio del consenso anche per altre finalità. E i trattamenti di dati per finalità commerciali esulano da quelli necessari per adempiere al contratto di fornitura del servizio: pertanto per il conseguimento delle finalità promozionali, proprio perché ulteriori rispetto a quelle di carattere contrattuale, il titolare del trattamento è tenuto alla preventiva acquisizione di uno specifico consenso. In effetti l’art. 130, c. 1 e 2, del codice della privacy stabilisce che l’invio di comunicazioni promozionali effettuato con modalità automatizzate, come, per esempio, la posta elettronica, è consentito solo con il consenso libero del contraente o utente. Ma non può definirsi libero il consenso a ulteriori trattamenti di dati personali che l’interessato debba prestare quale condizione per conseguire una prestazione richiesta, Insomma gli interessati devono essere messi in grado di esprimere consapevolmente e liberamente le proprie scelte in ordine al trattamento dei dati che li riguardano, manifestando il proprio consenso per ciascuna distinta finalità perseguita dal titolare. Nel caso specifico la società non ha permesso agli interessati di esprimere uno specifico consenso per la ricezione di messaggi promozionali via e-mail essendo stato, obbligatorio prestare il consenso alla ricezione degli stessi per potersi iscrivere al servizio di newsletter, salvo la possibilità di servirsi dell’opt-out (cioè di cancellarsi dall’elenco dei destinatari della newsletter). Con altro provvedimento (n. 411 del 18 settembre 2014) il garante si è occupato di Big Data, con un parere favorevole sullo schema di Programma statistico nazionale 2014-2016, predisposto dall’Istat, che prevede, tra l’altro, la possibilità di utilizzare per la prima volta a fini statistici, ma in via sperimentale, i Big Data di telefonia mobile. Tale elaborazione statistica ha l’obiettivo di effettuare una stima a livello aggregato dei flussi di mobilità intercomunali delle persone, utile per la programmazione e la gestione dei servizi locali e l’individuazione di opportune misure di Protezione civile. Infine, con il provvedimento n. 409 del 18 settembre 2014, il garante ha autorizzato una società di trasporti internazionali a estendere fino a 90 giorni i tempi di conservazione delle immagini videoregistrate nei magazzini delle proprie filiali, ma solo per consentire l’accertamento di eventuali illeciti e l’individuazione dei possibili responsabili da parte dell’autorità giudiziaria.

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