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Newco trentina per la fibra ottica

di Daniele Lepido

E alla fine newco fu. Parte dal Trentino il primo concreto passo in avanti verso le reti di nuova generazione con la sigla ieri del memorandum tra Telecom Italia e la Provincia autonoma di Trento. Un progetto che ha come protagonista una società a capitale pubblico-privato, la Trentino Ngn Srl istituita in dicembre (si veda il Sole 24 Ore del 20 luglio 2010), che avrà il compito di realizzare e fornire l'infrastruttura di rete di accesso a tutti gli operatori, «garantendo così l'apertura alla partecipazione di altri partner», come ha precisato il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai.

La newco verrà inizialmente capitalizzata dalla provincia per 60 milioni di euro, ai quali si aggiungerà la messa a disposizione da parte di Telecom delle infrastrutture passive: tratte canalizzate, tubi interrati e palificazioni, per un importo "in natura", come ha spiegato Franco Bernabè, l'amministratore delegato del gruppo telefonico, «valutabile in altri 60 milioni di euro». Ma il piatto forte dell'accordo dovrebbe essere un altro: il successivo conferimento alla newco della rete in rame di Telecom in queste zone sul quale in futuro, «tra una decina d'anni» ha detto Bernabè, il gruppo telefonico potrà avere un diritto di riacquisto (una vera e propria call), dopo l'avvenuto switch off alla fibra ottica.

«La maggioranza di Trentino Ngn e la governance rimarranno alla Provincia», ha confermato il dirigente all'Innovazione Sergio Bettotti spiegando il progetto. E il valore complessivo dell'operazione, con l'obiettivo di coprire il 100% del territorio in fibra «è stato stimato in 400-410 milioni di euro» ma l'accordo con Telecom riguarda solo il 60% delle unità abitative della provincia di Trento, l'area considerata più profittevole (in tutto circa 150mila case).

Questo progetto «ha tante articolazioni – ha continuato Bernabè – la prima parte riguarda la copertura digitale entro il 2012 con un collegamento a 20 megabit (Adsl2 plus) per tutti», chiudendo così il digital divide sul territorio. E dal punto di vista finanziario l'investimento immediato prevederà 160 milioni di euro per coprire 217 comuni con il nuovo Adsl super veloce. Il target finale però è quello «di sostituire il rame – ha sottolineato l'ad – per il primo accordo in Europa con l'ambizioso obiettivo dello switch off».

«Si tratta di un'importante base dalla quale partire nell'ulteriore sviluppo di una Provincia che, in anticipo rispetto al resto dell'Italia e già dal 2004, ha avviato un percorso tecnologico importante», ha detto Laura Rovizzi, ad di Open Gate Italia, la società di consulenza che affianca Trento nel progetto.

Ma ieri è stata anche la giornata delle polemiche. Perché lunedì, poche ore prima della conferenza stampa di Telecom, gli operatori alternativi – Fastweb, Wind e Vodafone – avevano reso noto di essere anche loro al lavoro con la provincia. «Solo un'iniziativa mediatica – ha sostenuto Bernabè – qui oggi a firmare ci siamo solo noi».

Dura la replica degli Olo, che hanno espresso «forte preoccupazione per il modello di riferimento emerso dall'accordo Telecom-Provincia di Trento, che rischia di penalizzare i cittadini trentini che sosterranno costi enormi per utilizzare la fibra, senza contare che poi saranno costretti a cedere la nuova rete di nuovo a Telecom».

Tutto questo – continuano i concorrenti – mentre è disponibile «un piano degli operatori alternativi che, come dimostrano i verbali depositati in provincia, è stato presentato il 10 dicembre ed esposto nei dettagli economici secondo le tempistiche definite dalla provincia stessa».
 

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