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Newco Alitalia, Etihad apre Hogan incontra Del Torchio e chiede 1600 licenziamenti

La trattativa tra Etihad e Alitalia entra nella sua fase cruciale e resta miracolosamente in piedi. Anche se la strada da percorrere, e a tappe forzate, resta in salita. Perché la compagnia del Golfo chiede soluzioni immediate. Ma, soprattutto, non cede sul nodo degli esuberi, fino a 2.500 di cui almeno 1.600 espulsi definitivamente dal ciclo produttivo. Un caso che potrebbe ora esplodere scatenando la reazione dei sindacati.
L’incontro tra Gabriele Del Torchio e James Hogan (ad di Abu Dhabi) ieri ha però sciolto alcune riserve della compagnia emiratina. Dubbi che negli ultimi giorni avevano costretto i soci Cai, e soprattutto le banche, a giocare la carta della newco, la Alitalia 2 che nascerà come società controllata di Alitalia Cai, senza debiti, contenziosi e a cui verranno conferite tutte le attività “core” del volo, compresi aeroplani
e personale non in esubero.
Il piano presentato da Del Torchio e dal presidente Roberto Colaninno a Hogan è quello già anticipato due giorni fa: accanto alla newco “pulita” opererà la holding- cassaforte Alitalia Cai, in capo alla quale resteranno tutte le pendenze legali e i debiti. Gli arabi, in questo modo, potranno entrare con una percentuale oscillante tra il 40 e il 49% in un’azienda leggera, che non rischierà di naufragare in tempi brevi sotto il peso dei contenziosi.
Il percorso che porta all’accordo è tuttavia pieno di ostacoli: la struttura societaria di Alitalia 2 deve essere messa a punto negli aspetti legali e tecnici. E, a quanto si apprende, Etihad avrebbe sollevato delle questioni sullo status della società e sui legami con la holding Cai.
Nelle prossime ore la palla passerà ai sindacati di categoria. Che dovranno farsi carico delle richieste pesanti provenienti da Abu Dhabi: 2500 esuberi, dei quali 1.600 definitivi tra i lavoratori di terra, il resto con ammortizzatori sociali e spostamenti di parte di piloti e assistenti di volo verso il Golfo o Air Serbia. Per questo, proprio per permettere alle sigle di categoria di ragionare sui numeri e le possibili controproposte, l’incontro atteso per oggi a Fiumicino con i sindacati è stato spostato a venerdì quando si procederà a tappe forzate.
Il vero scoglio è quello relativo agli ammortizzatori sociali: 1.600 dipendenti in cassa integrazione andrebbero a erodere pesantemente il plafond complessivo a disposizione. E ancora una volta, questo il dubbio che si insinua tra i ministri competenti, l’operazione andrebbe a tutelare solo gli interessi e i lavoratori della ex compagnia di bandiera (a dispetto delle altre aziende nazionali in crisi). Ma c’è un terzo punto, forse decisivo, che può pesare, in positivo o negativo, sull’intera trattativa: oggi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, riceverà il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi, lo sceicco Abdullah Bin Zayed al Nahyan.
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