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Nessuno strappo per i bond

L’annuncio del via libera della Commissione Europea al piano di ricapitalizzazione precauzionale di Mps è arrivato due ore prima della chiusura dei mercati obbligazionari. Ma i prezzi dei bond subordinati delle banche italiane, che nei mesi scorsi avevano “ballato” notevolmente per l’alternarsi di notizie sull’evoluzione della crisi della banca senese, non ne hanno risentito. Né le emissioni di istituti in difficoltà né quelle delle banche più solide hanno segnato strappi dei corsi: segno che il mercato aveva già dato per scontata la conclusione delle lunghissime trattative tra Siena, Roma, Bruxelles e Francoforte.
Era sicuro che i titoli senior non sarebbero stati coinvolti nella ricapitalizzazione precauzionale. Quanto a quelli junior, il comunicato di Bruxelles ha confermato le attese: «I detentori di obbligazioni subordinate al dettaglio che sono state vendute in modo scorretto potranno richiedere un risarcimento alla banca», con una operazione di rimborso il cui importo è stato valutato da Mps fino a 1,5 miliardi. Risarcimento, ha specificato la Commissione Ue, che «è un corrispettivo del tutto distinto dalla condivisione degli oneri ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato dell’Unione europea».
Dunque per i bondisti subordinati retail in via di massima si apre la strada alla conversione dei titoli in azioni e al loro riacquisto. Diverso invece il destino degli investitori istituzionali detentori di subordinati Mps, tra i quali figura Generali che ne possiederebbe per circa 400 milioni. In base a quanto approvato, la compagnia triestina diverrà azionista. Non tutto però è chiaro per i risparmiatori coinvolti sul fronte dei bond subordinati. Per chiedere il “ristoro”, gli obbligazionisti subordinati dovranno dimostrare di essere stati vittime di collocamenti basati su pratiche commerciali scorrette (misselling). Qui si aprono i dubbi: il “ristoro” riguarderà solo i sottoscrittori in emissione del bond subordinato Upper Tier II 2008-2018 o anche chi l’ha comprato sul secondario? E sono in contropartita diretta da Mps o anche tramite altri intermediari e banche del gruppo? Il ristoro riguarderà solo i bond con tagli retail (il 2018 aveva tagli da mille euro) o anche chi, e sono numerosi, è stato invogliato a comprare bond con tagli da istituzionali? Varranno gli schemi di riduzione delle perdite previsti dal decreto salvabanche del dicembre scorso, che limiterebbe i danni al 15-25% (dopo la conversione dei subordinati in azioni e il loro riacquisto da parte della banca) oppure no? Tutte domande che attendono ancora risposta.

Nicola Borzi

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