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Nessuna traccia sui bilanci 2011

di Norberto Villa 

L'Ace premia la capitalizzazione delle imprese, ma gli effetti si vedranno solo nel lungo periodo. I nuovi sconti Irap abbattono l'imposta dal 2012. Più possibilità di trasformare le imposte differite in crediti d'imposta. Il peso dell'Imu farà sentire i suoi effetti anche sui conti bilanci delle imprese.

Questi in sintesi i quattro interventi della manovra Monti che avranno un effetto diretto sui bilanci delle imprese anche se i conti del 2011 non risentiranno in pratica di alcuna agevolazione o penalizzazione sostanziale salvo casi particolari.

Il punto maggiormente innovativo non tanto per i possibili effetti quanto piuttosto per i meccanismi introdotti, è l'introduzione del premio per la capitalizzazione denominato Ace (Aiuto alla crescita economica). Purtroppo però lo stesso appare come un intervento che punta a ottenere effetti (ovvero a premiare che le imprese che preferiscono il capitale di rischio a quello di debito) solo nel medio lungo periodo.

Il meccanismo prevede la deduzione nel modello unico di un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio. Il rendimento per il primo triennio di applicazione (la norma si applica a partire dai periodi d'imposta in corso il 31.12.2011) è fissato al 3%.

L'obiettivo è chiaramente di favorire chi ha voluto investire nell'impresa tramite un versamento di capitale di rischio: sull'incremento del patrimonio netto prodotto da tale versamento si calcolo una percentuale che forma una deduzione da indicare nel modello unico.

In sostanza per cercare di far perdere appeal all'indebitamento delle imprese rispetto all'investimento si riconosce un costo fiscale all'imprenditore che immette capitali propri nell'impresa o lascia nella stessa i risultati positivi. La norma si applica anche al reddito d'impresa di persone fisiche, società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria anche se per capire l'esatto meccanismo dello sconto con riguardo ai soggetti Irpef occorre attendere quanto sarà previsto da un apposito decreto che deve essere emanato sul tema.

Il punto di partenza per calcolare il costo fiscale teorico deducibile è quello di individuare la base su cui applicare il 3% che è appunto «variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2010».

Dunque:

la norma trova attuazione già dal 2011;

lo sconto avrà la possibilità di incrementarsi negli anni;

è necessario individuare incrementi e decrementi rilevanti.

I primi due punti risultano chiaramente dalla norma. Già in sede di modello unico 2012 relativo al periodo 2011 si potranno verificare l'effetto dell'Ace. A tal fine occorrere prendere come punto di partenza il patrimonio netto 2010 e confrontarlo con quello di fine esercizio. Sulla differenza (seguendo i meccanismi temporali sotto illustrati) si applica il 3% (rendimento nozionale) ottenendosi l'importo della variazione in diminuzione.

Il patrimonio netto di partenza è quello al netto del risultato 2010: ciò significa di quell'anno non avranno l'effetto di decrementarlo ma anche che gli eventuali utili prodotti e accantonati a riserva saranno già la prima base imponibile dell'Ace.

Purtroppo l'effetto non sarà ingente il primo anno.

Esempio

Ipotizzando un incremento rilevante di 100 mila euro sarà possibile dedurre dal risultato 2012 il 3% si tale importo ovvero 3 mila euro. L'impatto netto sarà dunque pari al 27,5% di 3 mila euro ovvero sarà pari a 825 euro (0,825% dell'investimento).

Ma il meccanismo prevede che incremento di capitale effettuato continui a far sentire i suoi effetti anche negli anni successivi a quello in cui si è verificato. In sostanza si potrebbe dire che lo stesso permane almeno fino a che non intervenga un decremento di pari efficacia. Se negli anni successivi dovessero essere effettuati ulteriori incrementi gli stessi sarebbero da sommare a quelli precedenti per ottenere la base su ci calcolare lo sconto .

Esempio

Ipotizzando un incremento rilevante di 100 mila euro effettuato nell'anno X e un ulteriore incremento di altri 100 mila euro nell'anno x+1 sarà possibile dedurre dal risultato ottenuto dopo tali due incrementi il 3% della sommatoria dei due ovvero 6 mila euro. L'impatto netto sarà dunque pari al 27,5% di 6 mila euro ovvero sarà pari a 1.650 euro (che risulterà sempre pari allo 0,825% dell'investimento totale).

In sostanza il patrimonio netto al 31/12/2010 (per i soggetti con esercizio coincidente con l'anno solare) fungerà sempre anche in futuro come base per individuare mediante il confronto con il patrimonio netto alla chiusura dell'esercizio interessato dello sconto (senza considerare il risultato dell'anno) la base su cui applicare il rendimento nozionale.

Gli incrementi rilevanti sono differenti. Sono rilevanti:

gli aumenti di capitale sociale;

i versamenti di sovrapprezzo azioni o quote;

i versamenti in conto capitale o a fondo perduto o comunque destinati al patrimonio netto.

Si ritiene che anche la rinuncia a precedenti finanziamenti sia da ritenere rilevante ai fini Ace, mentre i versamenti effettuati dai soci a favore della società ma a titolo di finanziamento non rilevano ai nostri fini (trattasi infatti di debiti e non di poste del patrimonio netto).

Da notare che tali interessi passivi teorici non subiscono le limitazioni tipiche del costo del debito. Infatti gli oneri finanziari correlati ai finanziamenti devono sottostare alle limitazioni previste dall'art. 96 del Tuir per essere immediatamente deducibili, mentre l'onere finanziario teorico generato dall'Ace non risente di tali limitazioni.

Naturalmente occorre anche verificare se ci siano stati o meno decrementi. Come variazioni in diminuzione rilevano : a) le riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti; b) gli acquisti di partecipazioni in società controllate; c) gli acquisti di aziende o di rami di aziende.

I decrementi rilevanti possono invece essere così elencati:

dividendi erogati ai soci (presumibilmente anche le assegnazioni in natura anche se i conferimenti in natura non sono invece considerati incrementi rilevanti);

attribuzioni ai soci di riserve;

acquisti di partecipazioni in controllate;

acquisti di azienda.

Non rilevano invece le riduzioni del patrimonio netto per effetto di perdite.

Importanti sono poi le considerazioni in tema di momento temporale da cui decorrono gli effetti di incrementi e decrementi:

gli incrementi derivanti da conferimenti in denaro rilevano a partire dalla data del versamento;

gli incrementi derivanti dall'accantonamento di utili a partire dall'inizio dell'esercizio in cui le relative riserve sono formate;

i decrementi invece rilevano a partire dall'inizio dell'esercizio in cui si sono verificati.

Inoltre per le aziende e le società di nuova costituzione si considera incremento tutto il patrimonio conferito.

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