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Nessuna scossa sui mercati: stabile lo spread BTp-Bund

di Luca Davi

Le parole di Trichet non spaventano il mercato dei titoli obbligazionari italiani. O meglio, se qualche piccolo sussulto c'è stato (con uno spread salito di 8 punti base quando il presidente della Bce ha posto il "no comment" sulla prosecuzione degli acquisti di titoli di Stato di Italia e Spagna), si è trattato di uno scatto temporaneo, quasi istintivo. Perché in breve gli operatori hanno rielaborato il messaggio dell'Eurotower come tranquillizzante. Un po' come se il "no comment" significasse che il piano di acquisto da parte di Francoforte continuerà senza incertezze. Per questo, a fine seduta, il differenziale tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi è salito di soli 6 punti base rispetto all'apertura, passando da 335 a 341 punti, con un rendimento del BTp decennale salito al 5,27 per cento.

In verità l'aumento dello scarto tra il costo del debito italiano e quello tedesco è da attribuire in parte anche alla minor "rischiosità" percepita della carta di Berlino: non negando le difficoltà in cui versa l'Eurozona, Trichet ha ridato fiato al Bund, il cui rendimento decennale è sceso di quattro punti base, all'1,88% dall'1,90% di mercoledì, confermandosi così ai minimi storici.

Contrassegnata da volumi medio-bassi, la seduta dei Buoni del Tesoro italiani è stata sostanzialmente spaccata in due dal discorso tenuto da Trichet nel primo pomeriggio. Nel corso della mattinata il differenziale sulla Germania era sceso addirittura sotto i 330 punti base (a 327 punti), sulla scia del raffreddamento del rally avviato martedì. L'accelerazione dell'iter di approvazione della manovra fiscale, insomma, sembrava dare ancora i suoi frutti. Poi, proprio a ridosso del discorso della Bce, si è assistito a un rapido aumento dell'indice differenziale, che è salito nel giro di qualche ora fino ai 344 punti toccati attorno alle 16. Poi, però, tutto è rientrato, con una flessione in area 336, stabilizzatasi in chiusura attorno ai 341 punti. Anche perché, segnalava ieri un trader, «dalle parole del presidente della Bce non è emerso nulla di nuovo e rilevante ai fini della strategia di contenimento della crisi europea del debito».

Se qualche perplessità c'è stata tra gli operatori, è stato quando Trichet ha messo in guardia dalla «crescita economica modesta», ma anche in questo caso il pessimismo è stato almeno in parte compensato dalla rinuncia per ora ad alzare nuovamente i tassi. Ecco, perché, in fin dei conti, per lo spread è stata una giornata di relativa tranquillità. Da segnalare, inoltre, che resta invariato lo scarto tra Italia e Spagna, a favore del Paese iberico. Ieri il differenziale tra il decennale spagnolo e il pari scadenza tedesco oscillava intorno ai 314 centesimi, con il Bonos a 10 anni al 4,98 per cento.

Un po' meno tranquilla è stata invece la seduta dei credit default swap sull'Italia. I costi delle speciali polizze assicurative con cui ci si protegge dal rischio di fallimento del sottostante (in questo caso lo Stato italiano), sono saliti infatti dai 407 dollari dell'apertura ai 430 di fine giornata.
 

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