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Nessuna proroga per la fatturazione elettronica

Più spazio alla fattura semplificata, chiedendo all’Ue la deroga per l’innalzamento della soglia dai 100 ai 400 euro. E un’acquisizione maggiore dei dati con la tessera sanitaria. Sono questi alcuni punti aperti al tavolo sulla fatturazione elettronica tra ministero dell’economia, deputati di camera e senato, tecnici Sogei e Agenzia delle entrate mentre c’è, al momento chiusura su quella che da ieri è la richiesta che avanzano le sigle dei rappresentanti dei dottori commercialisti: differimento del termine di invio per le liquidazioni mensili dal 16 febbraio e per le altre scadenze fiscali che hanno trasformato febbraio in un grosso ingorgo fiscale.

In particolare sarebbe allo studio la possibilità di un maggior utilizzo della fattura semplificata, con un minor numero di dati, strumento al momento circoscritto a coloro che emettono fatture per importi non superiori a 100 euro. L’idea sarebbe quella di chiedere all’Unione europea la possibilità di innalzare il limite a 400 euro per fattura.

Sul monitoraggio dell’adempimento fattura elettronica Giovanni Currò, deputato M5Stelle della commissione finanze della camera dichiara: «Da risultati raccolti in questo primo mese di avvio, sono già al vaglio provvedimenti che renderanno facile l’utilizzo della Eft e lo sfruttamento della stessa per sgravare sempre di più i cittadini da scartoffie inutili e richieste di dati ridondanti». I problemi però sono ancora presenti soprattutto per chi studi professionali e imprese utilizza alcuni software rispetto ad altri.

Sulle scadenze arriva la richiesta congiunta di Anc-Adc per una rivisitazione del calendario fiscale: «Chiedono, pertanto, il differimento al 31 marzo almeno delle scadenze che riguardano le comunicazioni Intrastat (25 febbraio) e l’esterometro (28 febbraio). In particolare, si chiede che quest’ultimo adempimento sia reso semestrale, che l’invio degli elenchi Intrastat sia eliminato in quanto costituisce una ridondanza rispetto al primo obbligo, e che sia altresì eliminato l’obbligo delle comunicazioni Iva trimestrali».

Una richiesta conforme arriva anche da Confimi industria che punta su una maggiore tolleranza sui disservizi legati alla fattura elettronica: «In questa prima fase non interessa più di tanto sapere se il problema dei ritardi (oltre ogni ragionevole aspettativa considerate soprattutto le rassicurazioni fornite nei mesi scorsi da Sogei e software house) sia ascrivibile più al provider che al SdI piuttosto che ad entrambi. Ci preme solo che all’operatore non sia ascrivibile alcuna violazione se invia la fattura nei termini previsti (termine della liquidazione Iva nel periodo transitorio nonché, a regime, entro il 10° giorno in regime di fatturazione immediata piuttosto che il 15 del mese successivo in quello della differita). Le semplificazioni» si legge nella nota che Confimi ha inviato al sottosegretario all’economia Massimo Garavaglia, «non devono diventare preoccupazioni per gli operatori quindi l’invito di Confimi è di offrire, già nei prossimi giorni, rassicurazioni Ufficiali su tale aspetto».

Per Anc-Adc gli scarti sulla fatturazione elettronica continuano a rimanere elevati tanto da compromette l’adempimento delle scadenze fiscali concentrate nel mese di febbraio.

A onor del vero però, dai dati, al 4 febbraio forniti dall’Agenzia delle entrate al tavolo tecnico, che ItaliaOggi è in grado di anticipare, lo scarto delle fatture respinte dal sistema resta circoscritto al 4,87%.

Attualmente risultano transitati e recapitati 126.453.278 file per un controvalore di 22,7 mld Iva inclusa con un numero di cedenti pari a 1.731.922.

Cristina Bartelli

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