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Nessuna campagna ispettiva su chi aderisce alla voluntary

In base al contenuto di alcuni articoli apparsi sulla stampa nazionale, tra i fattori che limiterebbero l’accesso alla seconda edizione della voluntary disclosure, che consente l’emersione delle disponibilità finanziarie estere derivanti dall’evasione fiscale, vi sarebbe la prassi dei reparti della Guardia di Finanza di contestare le violazioni connesse alla movimentazione transfrontaliera di denaro contante ai contribuenti che, nell’istanza di accesso alla procedura collaborativa, abbiano dichiarato di aver prelevato liquidità dai conti esteri per trasferirla in Italia.
Al riguardo, si precisa che da parte della Guardia di Finanza non è stata mai pianificata, né mai avviata alcuna campagna ispettiva rivolta a soggetti che hanno aderito alla voluntary disclosure.
Al contrario, le attività del Corpo sono rivolte, nel settore della lotta all’evasione fiscale internazionale, verso quegli operatori che, pur trovandosi nelle condizioni di poter accedere all’istituto in parola, hanno ritenuto di non farvi ricorso.
In questo specifico contesto, a partire dal 2016 sono stati avviati piani d’intervento verso quei contribuenti che, in base agli elementi acquisiti nell’ambito di precedenti indagini di polizia giudiziaria, sono risultati aver effettuato operazioni finanziarie da o verso l’estero in violazione delle disposizioni in materia di monitoraggio fiscale, senza aver regolarizzato la propria posizione avvalendosi dello strumento agevolativo in argomento.
Può essere accaduto che taluni di questi soggetti, nel frattempo, abbiano presentato istanza di adesione ma l’attività di servizio sia stata comunque portata a termine, in considerazione della non piena coincidenza fra gli elementi posti a base dell’intervento ispettivo e i contenuti dell’istanza stessa.
Al riguardo, si ricorda che la procedura operativa cui si attengono scrupolosamente i Reparti della Guardia di Finanza prevede che, laddove emerga, in caso di attività ispettiva già pianificata, che il soggetto selezionato abbia presentato istanza di adesione, prima dell’avvio siano assunti immediati contatti con la competente Articolazione dell’Agenzia delle Entrate al fine di acquisire elementi di dettaglio in merito al suo contenuto, anche per valutare la possibilità di non intraprendere l’intervento in caso di corrispondenza fra i contenuti dell’istanza e gli elementi di rischio posti a base della selezione per l’avvio dell’attività ispettiva.
Tale procedura operativa è contenuta nella circolare n. 1037/INCC del 18 giugno 2015 del Comando Generale – III Reparto Operazioni, disponibile sul sito istituzionale della Guardia di Finanza www.gdf.gov.it (documenti e pubblicazioni \ circolari).
In estrema sintesi, la menzionata procedura tiene conto:
– dell’esigenza di garantire unitarietà d’azione dell’Amministrazione finanziaria nel suo complesso;
– della finalità di fondo dell’istituto in parola, che si pone l’obiettivo di incentivare la compliance fiscale dei contribuenti e di indirizzare l’attività degli Organi di controllo nei confronti dei soggetti connotati dal più elevato profilo di rischio, nonché dei fenomeni evasivi e di frode più pericolosi.

Ufficio stampa Comando generale della Guardia di Finanza

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