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“Nessun commissariamento” via Nazionale tranquillizza i mercati Vertice segreto Grilli-Draghi

La Banca d´Italia assicura che per il Montepaschi, travolto dallo scandalo, non c´è alcuna ipotesi di commissariamento e lo stesso messaggio lo lancia anche il nuovo presidente, Alessandro Profumo. Non vi sono cioè “azioni immediate” per l´istituto, secondo quanto annunciato dal governatore Ignazio Visco, a Davos. E su una delle domande-chiave contenute nella lunga istruttoria che accompagna il “si” di via Nazionale ai Monti Bond, indispensabili per salvare la banca senese, ovvero se i 3,9 miliardi siano sufficienti o no, la risposta che trapela è rassicurante: sì, con l´operazione appena autorizzata, la dotazione di Mps sarebbe adeguata agli impegni del gruppo senese. Per ora, almeno. «Posso confermare che questo è l´ammontare di cui abbiamo bisogno», giura Fabrizio Viola, l´amministratore delegato.
Ma evidentemente la faccenda preoccupa le autorità monetarie e pure l´Eurotower. Ieri c´è stato un faccia a faccia top secret tra il ministro dell´economia, Vittorio Grilli, e il presidente della Bce, Mario Draghi. L´incontro è avvenuto nella sede milanese del ministero, secondo la conferma secca della stessa Eurotower. Non solo: oggi la questione sarà sviscerata da Visco e Grilli durante il vertice del “Comitato per la stabilità finanziaria”, convocato non a caso per la mattina al Tesoro: vi partecipano anche i vertici della Consob e dell´Isvap. Nel pomeriggio, il ministro riferirà in Parlamento fatti, circostanze e tutti «gli aspetti della realtà corrente», come li definisce il premier, Mario Monti.
In Borsa, il titolo dapprima parte in sprint, poi chiude il lieve rialzo; nella seduta viene scambiato il 10% del capitale. I consumatori annunciano un ricorso al Tar contro i Monti-bond. La Fondazione Mps, primo azionista storico della banca, è pronta a farsi da parte per sopravvivere, cedendo un pacchetto di partecipazioni; un documento interno sul riassetto ipotizza che scenda sotto la soglia del 33,5%.
Una girandola di contatti precede i due appuntamenti istituzionali di oggi. Il più importante per i riflessi d´immagine dello scandalo all´estero vede il governatore della Banca d´Italia a colloquio con i colleghi stranieri, riuniti a Zurigo per esaminare le “vulnerabilità” del sistema finanziario globale e i progressi per rafforzare il sistema di regole. L´istituto è «solido», ripete Visco, e così pure il sistema bancario nazionale. Il presidente del Financial stability board, il canadese Mark Carney che ha rimpiazzato Draghi alla testa dell´organismo chiamato dal G20 a riscrivere il sistema finanziario del domani, ci tiene a far sapere che Mps è «un caso isolato», che non si tratta di «un problema globale”.
E dunque, niente commissariamento. Ma forse c´è altro, nel futuro della banca. Il sottosegretario all´economia, Gianfranco Polillo, parla per esempio di nazionalizzazione: «E´ una opzione». E spiega: «Ancora oggi non sappiamo quant´è la solidità patrimoniale. Se il patrimonio si rivelasse del tutto insufficiente, allora si può pensare anche un´ipotesi di nazionalizzazione alla svedese». In questo Paese, «lo Stato intervenne nel capitale delle aziende, le risanò e poi le rimise sul mercato». Il presidente Mps Profumo ripete che sta cercando «un socio stabile e perbene» che sottoscriva per 1 miliardo di euro l´aumento di capitale che l´istituto dovrà varare entro il 2015.
Si vedrà. Nell´attesa, Monti fa sapere che il rapporto banche-politica va corretto. «Non è più quello intriso di abbracci reciproci come vent´anni fa: lo è meno, ma è ancora troppo».

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