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Nervi saldi verso il G20

Alberto Ronchetti

Nervi saldi e antenne dritte. La settimana che inizia oggi è molto importante per la continuità del rally borsistico iniziato un mese fa, perché le decisioni che saranno prese giovedì e venerdì prossimi dal G20 di Cannes, in Francia, saranno fondamentali per capire se – e come – i grandi del mondo decideranno di affrontare la crisi dell'eurozona. Le riunioni dell'ultimo weekend hanno lasciato ancora molte incertezze, quindi i risultati del vertice in Costa Azzurra non sono assolutamente scontati.

Probabilmente da questa mattina i mercati finanziari europei saranno fortemente influenzati dalle aspettative (ancora più che nelle ultime sedute), quindi c'è da aspettarsi una grande volatilità e comunque un rallentamento del trend di crescita (se ci sarà). Gli eventuali strappi rialzisti (verso i 16.800-17.000 punti del Ftse Mib e i 1.300 dell'S&P 500, per capirci) vanno utilizzati dai trader e da chi è entrato nel mercato nelle ultime settimane per alleggerire il portafoglio e farsi trovare il più possibile liquidi fra la fine di questa e l'inizio della prossima settimana. Poi si vedrà cosa accadrà.

La gran parte degli analisti, sia tecnici che fondamentali, ritiene che a cavallo dei primi giorni di novembre (il ragionamento è anche dettato dalla convinzione abbastanza diffusa che dal G20 non uscirà nulla di veramente risolutivo, ovviamente tutti sperano di sbagliarsi), i listini potrebbero iniziare un nuovo ribasso. Da qui il suggerimento di prendere rapidamente profitto. Che poi questo ribasso, nel giro di qualche seduta o di poche settimane, possa virare verso un nuovo impulso rialzista (il rally di fine anno) è un'ipotesi che non va esclusa. Ma, ora, meglio essere cauti.

Peraltro, secondo gli analisti di Morgan Stanley, ci sono le condizioni per cercare in Europa qualcosa di equivalente alle "Fifty Nifty", le "cinquanta meravigliose" grandi società che trainarono Wall Street fra la fine degli anni 60 e i primi 70. L'idea di fondo è che questi titoli rappresentino una scelta cassettista, immune dalla volatilità di breve-medio periodo. La loro valutazione, in termini di price/earning, è mediamente elevata, a causa dell'aspettativa di alti tassi di crescita. Ma, in ogni caso, la debolezza attuale rappresenta un'occasione di acquisto per chi ragiona sul lungo.

Poi magari non saranno cinquanta, anzi diciamo subito che sono una decina, ma – in un ambiente di bassa crescita e moderato rendimento – le aziende con una crescita sostenibile o vantaggi competitivi dovrebbero sovraperformare gli indici. Per esempio, le quotate con un'elevata esposizione verso gli emerging markets sono candidate per un nuovo "Fifty Nifty".

L'ipotesi di Morgan Stanley è che i prossimi anni, per i listini azionari europei (ma non solo), saranno sostanzialmente laterali e con un'elevata volatilità, come è comune dopo un pesante e lungo mercato Orso. Gli investitori, però, dovrebbero cercare – fra le quotate – quelle con una chiara prospettiva di crescita e con i maggiori vantaggi competitivi sul lungo termine.

La ricerca di Morgan Stanley – che considera la maggiore esposizione verso le economie emerging, le prospettive di crescita del business e l'aumento prospettico degli utili per azione – individua i titoli europei che meglio rispondono a un criterio value di lungo periodo.

L'European Model Portfolio di Morgan Stanley, costruito secondo questi criteri, comprende Adidas, AstraZeneca, British American Tobacco, Bg Group, Imperial Tobacco, Linde, Novartis, Saipem, Sanofi e Sap. Tutte società che potrebbero tenere un buon ritmo di sviluppo nei prossimi anni. La scelta più importante è comunque, secondo i gestori, puntare su titoli che abbiano valore e dividendi basati su flussi di credito relativamente sicuri. Quindi gli investitori equity dovrebbero concentrarsi soprattutto sulle imprese in crescita, presenti in quasi tutti i comparti.
 

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