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Nelle bollette delle Pmi arriva un primo sconto fino al 6 per cento

Buone notizie in arrivo per la bolletta elettrica delle Pmi. Nel primo trimestre di quest’anno, secondo le stime di Ref Ricerche, le imprese allacciate in bassa tensione pagheranno la fornitura il 6% in meno, mentre per quelle in media tensione il ritocco all’ingiù sarà del 4,9 per cento. Sono i primi effetti del provvedimento «taglia-bollette» previsto dal Dl competitività. Un puzzle di misure messe in campo per ridurre il peso degli «oneri di sistema e di dispacciamento» sul conto finale delle imprese.

Buone notizie in arrivo per la bolletta elettrica delle Pmi. Nel primo trimestre di quest?anno le imprese collegate in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 16,5 kilowattora – come quelle attive nel settore del legno, della meccanica e tutta la galassia delle partite Iva – pagheranno la fornitura il 6 per cento in meno rispetto ai primi tre mesi del 2014. Per quelle in media tensione – impegnate, ad esempio, nei settori del vetro, dei materiali da costruzione, della chimica e della plastica, della metallurgia e della carta, ma anche le grandi aziende del tessile e dell?alimentare – il ritocco all?ingiù sarà del 4,9 per cento. Un conto più leggero, come rivelano le elaborazioni di Ref Ricerche, sulla scia del calo della materia prima, ma anche della diminuzione degli oneri di sistema e di dispacciamento. Dopo anni all?insegna di un grande paradosso, con prezzi dell?elettricità in calo ma solo in parte trasferiti sul conto finale, il 2015 parte dunque all?insegna dello sconto, con i primi risultati concreti del provvedimento ?taglia-bollette? introdotto con il Decreto competitività convertito in legge (Dl 91/2014), con un puzzle di misure per alleggerire i costi dell?energia elettrica del 10 per cento a regime. «La strada della riduzione del costo della bolletta – dice l?economista di Ref Ricerche Samir Traini – è stata intrapresa e questo consentirà di liberare risorse preziose per le imprese. Il calo dei prezzi finali dovrebbe proseguire anche nel resto dell?anno».
Che cos?è successo? Dal 1° gennaio è entrata in vigore la rimodulazione dei cosiddetti ?oneri di sistema?, ovvero gli incentivi concessi in passato al settore del fotovoltaico, delle rinnovabili e ad alcune categorie di utenze, più che raddoppiati dal 2010 al 2013 con un balzo complessivo da 5,5 a 13,7 miliardi. Per le imprese in bassa tensione nel primo trimestre di quest?anno questa voce dovrebbe scendere del 2%, mentre per quelle allacciate in media tensione il calo previsto è del 2,5 per cento. Secondo le stime dell?Autorità per l?energia la riduzione degli oneri dovrebbe così portare quest?anno a uno sgravio di 623 milioni. La fetta più consistente riguarderà un taglio di 420 milioni degli aiuti alle rinnovabili. In base al provvedimento ?spalmaincentivi?, infatti, i produttori di impianti rinnovabili di potenza superiore ai 200 kilowattora hanno dovuto scegliere fra tre opzioni: la possibilità di allungare gli incentivi da 20 a 24 anni, ma con tagli proporzionali; il mantenimento dell?agevolazione per 20 anni, ma con una tariffa ridotta in base a tre scaglioni di potenza o con una riduzione in un primo periodo e un aumento successivo.
Contro il provvedimento si sono schierate numerose asssociazioni, tra cui Assorinnovabili e Confagricoltura, che hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio per chiederne l?annullamento. A fine dicembre, però, il Tribunale amministrativo regionale ha respinto la domanda cautelare, rinviando ogni ulteriore discussione al 19 marzo. Altri 80 milioni dovrebbero poi derivare dall?abolizione dei regimi tariffari speciali per le Ferrovie dello Stato.
In totale a beneficiare di questo sconto sulla bolletta saranno circa un milione di imprese (946mila secondo le stime): 845mila allacciate in bassa tensione, con un costo finale più leggero di 299 milioni e 101mila in media tensione con una boccata d?ossigeno pari a 324 milioni. La misura non sarà cumulabile con le altre agevolazioni introdotte a fine 2013 per le aziende ad alto consumo di energia.
La bolletta sarà più leggera anche grazie ai minori oneri di dispacciamento, soprattutto grazie alla riduzione dei costi sostenuti per la cosiddetta «interrompibilità» del carico elettrico, il servizio prestato dalle grandi utenze industriali, necessario per la gestione in sicurezza del sistema elettrico. Per le imprese in bassa tensione nel primo trimestre di quest?anno questa voce subirà un ritocco all?ingiù in bolletta dello 0,5%, mentre per quelle in media tensione lo sgravio sarà di un punto percentuale.

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