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Nella Ue il falso alimentare scalza abiti e cd

Sempre meno abiti, borse e cd. In Europa, un prodotto falso – e spesso pericoloso – su 4 tra quelli sequestrati dalle Autorità doganali, nei ventotto Stati Ue, è alimentare: il 25% del totale, un record.
È un dato che spicca tra quelli diffusi ieri, dalla Commissione europea, sui sequestri effettuati nel perimetro di frontiera della Ue nel corso del 2017.
L’anno scorso, infatti, sono stati sequestrati 31,4 milioni di pezzi, per un valore complessivo di 582 milioni di euro. Tra i falsi sequestrati spiccano, infatti, vini e alcolici, farine, latte e derivati, ma anche dolci e gomme da masticare. E cresce il ricorso ad alimenti low cost da parte di alcuni segmenti della ristorazione.
Dopo i falsi cibi, per numero di sequestri, seguono i giocattoli (11%)e le sigarette (8%) .
Cambia anche la “geografia” dei produttori di falsi.
Se la leadership dei falsi resta alla Cina (da lì proviene il 73% dei beni sequestrati nel 2017 alle frontiere Ue), seguono Hong Kong (10%) e crescono il ruolo della Turchia (4,2%) e dell’India (2%, specializzata, soprattutto, nell’export di falsi farmaci).
«Continueremo la nostra campagna per proteggere la salute dei consumatori e le imprese dalla violazione dei loro diritti di proprietà – ha detto, ieri, a Bruxelles, il commissario all’Economia e agli Affari finanziari Pierre Moscovici –. Fermare i falsi significa sostenere anche l’occupazione e l’intera economia europea».

Laura Cavestri

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