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Nella precompilata 2020 84 miliardi di euro di bonus

Il blocco dei licenziamenti imposto dal decreto Cura Italia (e in procinto di essere prolungato con il prossimo Dl) non dovrebbe aver fatto aumentare il numero dei contribuenti senza sostituto d’imposta, per i quali comunque è confermata la possibilità di presentare il 730 e ricevere l’eventuale rimborso direttamente dalle Entrate.

Obiettivo: almeno 84 miliardi di oneri detraibili e deducibili caricati dal Fisco nella precompilata. I modelli dichiarativi 2020 – che saranno online dalla tarda mattinata di oggi sul sito delle Entrate – puntano al target dell’87% di bonus già inseriti nel modello o nel prospetto informativo ad esso allegato.

La percentuale è prevista dall’ultima convenzione tra ministero dell’Economia e Agenzia, e verrà raggiunta grazie all’inserimento a tappeto delle spese mediche. Quest’anno, infatti, alla lista dei soggetti tenuti a comunicare i dati al Sistema tessera sanitaria si sono aggiunti tra gli altri fisioterapisti, igienisti dentali, logopedisti, dietisti, tecnici ortopedici. Inoltre, sono stati inseriti anche i contributi versati all’Inps da chi usa il libretto famiglia, ad esempio per la colf.

Restano confermati tutti gli altri bonus già precaricati negli anni scorsi, dagli interessi sul mutuo alla previdenza complementare. I dati sui redditi arrivano invece dalle certificazioni uniche, che i sostituti d’imposta hanno potuto trasmettere fino al 30 aprile (dopo la proroga concessa dal Dl Liquidità). Attenzione, quindi, ai dati inviati da ritardatari che potrebbero non essere presenti nel modello.

Come negli anni scorsi, infatti, l’accettazione del 730 precompilato senza modifiche – sia in modalità fai-dai-te, sia tramite un intermediario – esclude i controlli documentali soltanto sugli oneri comunicati al Fisco da soggetti terzi, ma non su eventuali redditi non trasmessi. Anche quest’anno, quando il 730 è presentato tramite un Caf o un professionista abilitato, i controlli formali saranno svolti nei confronti dell’intermediario che ha apposto il visto.

La precompilata – anche nel 2020 – consente di gestire sia il modello 730 (modificabile e inviabile dal 14 maggio) sia il modello Redditi PF (modificabile dal 14 e inviabile dal 19 maggio). I due modelli hanno termini ultimi di invio differenti (30 settembre il 730 e 30 novembre Redditi), ma si differenziano anche per altri due aspetti:

le modalità di correzione di eventuali errori (fino al 22 giugno, ad esempio, si può annullare e rimandare il 730 già inviato, si veda il calendario a fianco);

i tempi di accredito dei rimborsi o di pagamento dei debiti d’imposta.

È chiaro che i tempi supplementari concessi quest’anno per il 730 potrebbero far slittare ben oltre luglio accrediti e addebiti in busta paga; mentre chi presenta Redditi dovrà pagare il dovuto entro il 30 giugno con il modello F24 – o il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,4% – salvo eventuali proroghe per l’emergenza coronavirus.

La pubblicazione della precompilata, arrivata al sesto anno, rappresenta un segnale di “ritorno alla normalità” per il Fisco, nella travagliata stagione del Covid-19. Al tempo stesso, la gestione dell’assistenza fiscale dovrà fare i conti con le cautele della “fase-2”. A partire dai clienti ricevuti solo su appuntamento. Ma sfruttando anche la raccolta dei documenti in digitale: alcuni Caf permettono già di caricare le immagini e le scansioni dei giustificativi tramite App, ma nulla vieta di raccoglierle via email. A livello normativo, l’unica semplificazione arrivata finora (articolo 25 del Dl 23/2020) riguarda le deleghe per accedere alla precompilata per l’anno d’imposta 2019, che i contribuenti possono rilasciare anche con foto o video dal telefonino, purché a fine emergenza l’intermediario raccolga tutte le “carte”.

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