Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nella mediazione obbligatoria necessaria l’assistenza legale

L’assistenza dell’avvocato è necessaria nei procedimenti di mediazione obbligatoria e deve ritenersi compatibile, sotto il profilo dell’onerosità della procedura, con il principio comunitario della tutela giurisdizionale effettiva, sancito dagli articoli 6 e 13 della Cedu e dall’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in quanto non determina a carico delle parti, che devono sostenere il peso economico dell’attività di assistenza dei rispettivi avvocati, costi qualificabili come ingenti.
Pertanto, la partecipazione delle parti senza l’assistenza legale costituisce un vizio che inficia la regolarità del procedimento di mediazione e che comporta conseguenze sanzionatorie pecuniarie e processuali.
Sono le conclusioni cui giunge, con un’articolata ordinanza del 9 aprile 2018, il tribunale di Vasto (estensore Pasquale) in un giudizio avente per oggetto la domanda di annullamento di un contratto finanziario per vizio del consenso e, quindi, assoggettato al preventivo esperimento della mediazione quale condizione di procedibilità ex lege.
Nel caso di specie, il verbale del primo incontro di mediazione consentiva di rilevare che la banca convenuta aveva partecipato in videoconferenza, a mezzo di un proprio delegato, ma senza l’assistenza di un avvocato e, anzi, espressamente rifiutandosi di farsi assistere legalmente, sebbene a ciò invitata dal mediatore, il quale, preso atto dell’impossibilità di «addivenire all’acquisizione del consenso previsto dall’articolo 8 del Dlgs n. 28/10, nelle modalità conformi alla legge e al regolamento», dichiarava chiuso il procedimento.
Ad avviso del tribunale la normativa vigente, soprattutto in esito alla riforma del 2013, prevede la necessaria assistenza legale soltanto nella mediazione obbligatoria e non in quella volontaria. La necessità della presenza dell’avvocato deriva, infatti, dall’esigenza di fornire alle parti «il supporto di una adeguata competenza professionale per il corretto compimento di valutazioni e scelte dal cui esercizio possono derivare rilevanti conseguenze sul piano della effettività della tutela dei diritti dei soggetti protagonisti, prima fra tutte il rischio della declaratoria di improcedibilità della domanda giudiziale».
Peraltro, l’assistenza legale in mediazione non si pone in contrasto con le norme di diritto comunitario secondo le indicazioni della Corte di giustizia Ue (sentenza 457/2017). Infatti, secondo il giudice vastese, la mediazione con l’assistenza obbligatoria dell’avvocato non genera costi ingenti per le parti (in ciò ponendosi in contrasto con l’ordinanza 27 febbraio 2018 del tribunale di Verona in materia di negoziazione assistita).
Gli attuali parametri forensi e ancor di più quelli in fase di pubblicazione, oltre alla possibilità di accedere al gratuito patrocinio, consentono di contenere i costi anche in caso di esito negativo della mediazione. Per cui, nel caso in esame, la condotta della banca deve essere sanzionata (senza necessità di attendere la sentenza) con il pagamento di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio in favore dell’Erario (analogo comportamento della parte istante avrebbe avuto quale conseguenza l’improcedibilità della domanda giudiziale per il mancato rituale esperimento della mediazione).

Marco Marinaro

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

In anticipo su alcuni aspetti, ad esempio lo smaltimento dei crediti in difficoltà; in ritardo su a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le materie prime – soprattutto l’oro e il petrolio – sono tornate a regalare soddisfazioni all...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Apprezzamento unanime» per i dati di bilancio e conferma del sostegno all'amministratore delegato...

Oggi sulla stampa