Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nel risiko dell’export l’Asia occupa nuovi settori

di Enrico Netti

Nell'anno della ripresa sono Cina e Corea del Sud i campioni emergenti del commercio mondiale. I due Paesi del Far East hanno avuto le migliori performance in termini di crescita rispetto al 2007, anno pre-crisi, e mettono un po' nell'angolo l'export delle economie occidentali. Stati Uniti e Giappone fanno registrare una lieve crescita, mentre il peso dell'Europa diminuisce.

Analizzando i comparti chiave dell'economia globale, la Cina ha visto aumentare il proprio export di prodotti chimici del 30%, ma non è ancora autosufficiente, mentre grazie alla forza nella chimica di base i big player sono Usa e Germania. Sempre nella chimica e anche nei beni strumentali Francia e Regno Unito perdono terreno, nella tecnologia arretrano Germania e Giappone, mentre l'industria farmaceutica vincente è quella basata in Irlanda e Svizzera. Spiccano anche le forti esportazioni del Brasile nell'agroalimentare, in gran parte assorbite dalla Cina, la cui bilancia commerciale nel settore è sempre più negativa. La stessa Cina però registra una crescita dirompente nell'export di prodotti tecnologici, chimici e nei beni strumentali, comparto in cui l'Italia occupa il quinto posto, con una quota del 7% a livello mondiale, poco meno della metà rispetto alla Germania.

«L'anno scorso le esportazioni del settore meccanica e componentistica "made in Italy" sono cresciute, ma perdiamo quote di mercato mentre gli altri "sistemi Paese" sono più dinamici» osserva Michele Pignotti, head of Mediterranean countries e Africa di Euler Hermes, società tedesca del gruppo Allianz, attiva nell'assicurazione crediti commerciali, che ha realizzato lo studio.

Bene i macchinari

Il 2010 è stato l'anno del successo dei beni strumentali cinesi, che conquistano i mercati emergenti a danno della presenza dei costruttori europei e americani. Cresce la presenza di attrezzature e macchinari anche di Corea del Sud e Giappone, produttori che hanno registrato la migliore performance dal 2007 al 2010. In questo scenario l'export italiano cresce a due cifre e gli analisti di Euler Hermes prevedono il ritorno ai volumi pre-crisi entro la fine dell'anno. Una domanda trainata dalle vendite verso la Germania, gli Usa e la Turchia, «una tra le dieci economie più dinamiche del momento», sottolinea Pignotti.

«Le Pmi italiane si rivelano sorprendentemente vivaci in un contesto segnato da un euro forte, dal rallentamento della crescita mondiale e da politiche commerciali da parte di Paesi come la Cina che tengono forzatamente basso il tasso di cambio per sottrarre quote di mercato» analizza Paolo Epifani, docente associato di economia alla Bocconi, specializzato in commercio internazionale. Per quanto riguarda il 2011 «il trend degli scambi mondiali è solido alla luce degli elementi oggi disponibili – continua Epifani – e le nostre imprese hanno saputo reagire meglio al difficile contesto internazionale».

Grazie ai suv e alle grandi berline, la Germania è il Paese primo esportatore di auto, ma i produttori sudcoreani hanno saputo mettere a segno un guadagno vicino al 30% rispetto ai livelli del 2007. Predominio europeo invece nell'industria farmaceutica, dove prevale il ruolo della Germania, maggiore esportatore del mondo, e si registra lo sprint nelle quote di mercato, aumentate di oltre il 20%, di Svizzera e Irlanda.

Identikit delle Pmi

Attingendo alla propria banca dati, Euler Hermes Italia ha anche tracciato l'identikit della Pmi italiana che esporta scegliendo di assicurare i crediti. L'anzianità media dell'azienda è superiore ai vent'anni, il fatturato ammonta a 16 milioni, contro i 2,8 delle società che non si assicurano, ma soprattutto sono meglio strutturate finanziariamente. La redditività, tra il 7,4 e il 10,4%, è quasi doppia rispetto alla media, mentre l'indebitamento è inferiore. «La maggiore redditività è da cercare nel posizionamente verso le produzioni di fascia alta – conclude Pignotti – e chi ha delocalizzato prima della crisi è stato premiato, perché oggi ha in buona parte ammortizzato gli investimenti e può presidiare mercati in forte crescita».

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Contro le previsioni, anche il fondo Bluebell avrebbe raggiunto la soglia minima del capitale Mediob...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doppio cda, per rispondere al governo. Oggi si riunirà prima Aspi, poi Atlantia. Non è detto che l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

llimity Bank ha finalizzato due nuove operazioni nel segmento 'senior financing' per un ammontare co...

Oggi sulla stampa