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Nel radar dei grandi fondi la Ugc Banca di UniCredit

Il gruppo Unicredit pensa al possibile riassetto della controllata Credit Management Bank, già Ugc Banca, società del gruppo leader nel settore della gestione dei crediti anomali.
La riorganizzazione potrebbe avvenire anche sulla scia dell’interesse di alcuni grandi fondi internazionali, che avrebbero bussato alla porta di piazza Cordusio per una partnership con la controllata. Il gruppo guidato da Federico Ghizzoni avrebbe quindi aperto un tavolo di discussione sull’argomento.
Secondo i rumors sarebbe stato quindi affidato un incarico ai consulenti finanziari della banca svizzera Ubs per esplorare ipotesi di partnership nella Credit Management Bank con un grande investitore. Al momento non sarebbe tuttavia ancora chiaro il tipo di alleanza scelta, che potrebbe però arrivare fino alla cessione di una quota importante nella controllata di piazza Cordusio. Il dossier sarebbe seguito con attenzione dal vice direttore generale Paolo Fiorentino. In particolare, sul tema ci sarebbero stati contatti con alcuni grandi fondi americani: tra i nomi che circolano ci sono quelli di Cerberus, Blackstone, Marathon e Fortress.
UniCredit Credit Management Bank, già Ugc Banca, è attiva già da anni e specializzata nella gestione dei crediti problematici ed opera sia per il gruppo UniCredit che per altre banche ordinarie, investment bank e aziende industriali. Di recente, la controllata di Unicredit ha incassato un «Triplo strong» dall’agenzia di rating Standard & Poor’s. Il riconoscimento, il massimo rating nella sua scala di valutazione, ha premiato la banca guidata da Dino Crivellari per il settimo anno consecutivo.
Per la prima volta nel 2006 UniCredit Credit Management Bank viene valutata con il massimo ranking «Doppio strong» per la gestione dei crediti garantiti da ipoteca su immobili, residenziali e commerciali. Ma nel 2011 arriva l’upgrade anche per la gestione dei crediti consumer.
UniCredit Credit Management Bank gestisce un portafoglio di non performing loan bancari di oltre 40 miliardi: si tratta di quasi il 32% del mercato italiano. A fronte di una crescita esponenziale delle sofferenze bancarie e del persistere della congiuntura economica, che sta fortemente contribuendo all’incremento delle insolvenze, il riconoscimento da parte dell’agenzia di rating ha acquistato un valore ulteriore.
Tanto più importante se si pensa che la gestione dei crediti resta un’area di grande interesse per gli investitori stranieri che hanno una visione globale del settore. I più attivi restano grandi fondi come Blackstone, Cerberus, Fortress e Marathon.
In particolare il fondo Cerberus Capital Management, secondo le indiscrezioni, sarebbe quello più interessato a stringere un’alleanza con Unicredit, e più in generale sul mercato italiano, nel settore della gestione dei crediti problematici. Il gruppo finanziario di New York ha appena chiuso in Europa alcune importanti operazioni tra le quali l’ultima su asset inglesi per 315 milioni di sterline di Lloyds Banking Group.
Altro player molto presente in Europa è Fortress. Proprio quest’ultimo gruppo statunitense è tra i pochi che finora hanno fatto operazioni di grandi dimensioni in Italia nel settore dei crediti problematici, con l’acquisizione di Igc, la bad bank di Banca Intesa Sanpaolo.
Tuttavia il possibile riassetto della Credit Management Bank di Unicredit rientra in una sfera molto diversa, in quanto l’attività della controllata di piazza Cordusio è ampliata alla gestione di ogni tipo di crediti sia di proprietà ma soprattutto per conto di terzi.

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