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Nel piano Mps 2 miliardi di cedole

di Cesare Peruzzi

Più di 2 miliardi di dividendi e 37 miliardi di nuovi crediti da qui al 2015. Il ritorno a livelli di redditività in linea con le attese degli azionisti e un rafforzamento della posizione di mercato, con performace migliori alla media di sistema, sono gli obiettivi del nuovo piano industriale di Banca Monte dei Paschi.

Il giorno dopo aver deciso di fare l'aumento del capitale per un importo che potrà variare tra 2 e 2,471 miliardi (in base alla quota del vecchio prestito Fresh, ancora in piedi per 471 milioni, che aderirà all'operazione), i vertici del gruppo di Siena hanno presentato alla piazza finanziaria milanese gli obiettivi che sono alla base della scelta di rafforzare il patrimonio. E, per la seconda seduta di Borsa consecutiva, il mercato ha premiato il titolo Bmps, che ha chiuso in rialzo dell'1,8% a un passo dal valore nominale di un euro, dopo il +1,4% di lunedì.

«È cambiato il business delle banche retail, ma il nostro mestiere non è finito», ha detto il presidente del gruppo di Rocca Salimbeni, Giuseppe Mussari. «Al contrario, possiamo realizzare ritorni sul capitale importanti: perchè siamo vivi, intelligenti e stiamo super-performando il mercato – ha aggiunto –. La parola magica è "semplicità", dobbiamo cioè rendere facili le cose complesse, a vantaggio del cliente, impegnandoci a realizzare questo piano che, dopo aver integrato e riorganizzato il gruppo, somiglia all'ultimo miglio delle connessioni telefoniche».

Mussari, insieme al direttore generale Antonio Vigni, al cfo Marco Massacesi e al responsabile della pianificazione strategica Alessandro Santoni, ha indicato i traguardi da raggiungere nel 2015: tasso di crescita annuale del 6,2% con generazione di 580 milioni di ricavi dal solo sviluppo e riallineamento della profittabilità delle reti; minori spese amministrative per 466 milioni; cost/income del 44% a fine periodo (51% nel 2013); costo del credito a 60 punti base (64 bps nel 2013); risultato operativo netto sopra i 3 miliardi (2,1 nel 2013); e un ritorno sul capitale (Rote) oltre il 15% (11,5% tra due anni).

Obiettivi ambiziosi, completati da un common equity ratio al 9,3% (Basilea 3 pro forma) e da 2 miliardi di dividendi nell'arco di piano (1,2 miliardi nel 2013, 1,7 nel 2015), che però Mussari e Vigni hanno definito «prudenziali». Il direttore generale di Rocca Salimbeni ha annunciato in diretta l'upgrade del rating individuale che Standard&Poor's ha deciso per la banca senese (da "BBB+" a "A-"), con outlook stabile, e ha sottolineato che «la copertura rischi del gruppo è superiore al mercato e i primi dieci clienti rappresentano solo il 4% del portafoglio crediti, composto soprattutto da piccole e medie imprese».

I banchieri senesi difendono con orgoglio il lavoro fatto («In questi anni difficili abbiamo continuato a conquistare clienti», ha detto Mussari) e assicurano di voler continuare sulla strada virtuosa dell'efficientamento («Usciranno altre mille persone con il normale turnover», ha spiegato Vigni) e dello sviluppo tecnologico, dove saranno investiti 400 milioni. «La banca diventerà sempre più luogo di protezione», ha commentato Mussari. Il presidente ha poi confermato l'intenzione di «valorizzare la controllata Consum.it attraverso la ricerca di un accordo nel settore del credito al consumo», mentre ha smentito «qualsiasi prospettiva di ulteriori acquisizioni o aggregazioni».

Per quanto riguarda l'aumento di capitale, Vigni ha spiegato che una volta avuto l'ok dagli organi di vigilanza, i tempi di attuazione saranno quelli tecnici. La manovra, comunque, si concluderà entro l'anno. E, alla luce dei conteggi sul riacquisto del Fresh (44% del valore nominale di 3,28 euro), la Fondazione Mps che ha in mano 290 dei 471 milioni del vecchio prestito potrebbe alla fine "limitare" il suo esborso a una cifra di circa 800 milioni. Senza perdere il controllo della banca.

 

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