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Nel microcredito operative solo poche banche locali

La corsa agli incentivi per il microcredito è tutta nei numeri: da martedì scorso, giorno di avvio dello sportello, fino a ieri sul sito del Fondo centrale di garanzia sono arrivate 3mila domande con una richiesta di 80 milioni di finanziamenti. La riserva speciale dedicata alle piccolissime imprese e ai professionisti è ancora ampiamente disponibile, visto che con i 40 milioni di euro (30 del ministero dello Sviluppo economico e 10 del Movimento cinque stelle) si mettono in moto finanziamenti per circa 200 milioni. 
Gli ostacoli maggiori però si annidano nell’erogazione dei finanziamenti: le imprese infatti potrebbero scontrarsi con la disponibilità degli istituti di credito a finanziare operazioni di microcredito. Secondo il monitoraggio della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, hanno aderito solo alcune banche di credito cooperativo attive a livello locale. «Stupisce la mancata e attesa adesione dei grandi gruppi bancari ad un progetto con un grande impatto sociale», ha dichiaratoil presidente della Fondazione, Rosario De Luca. Che snocciola un elenco risicatissimo di istituti aderenti tra cui Bcc Acquara, Bcc Capaccio Peastum, Bcc Alto Casertano e Basso Frosinate, Bcc Monte Pruno di Roscigno e di Laurino, Banca San Francesco – Credito cooperativo società cooperativ, Bcc “Sen. Pietro Grammatico” di Paceco società cooperativa.
Anche se a quanto si apprende Bnl starebbe per entrare nella partita, mentre Unicredit e Mps avrebbero avanzato manifestazioni di interesse. Senza una capillare diffusione degli sportelli disponibili a concedere i finanziamenti, infatti, l’operazione non potrà avere successo. Così come la diffusione dei servizi aggiuntivi, obbligatori secondo il decreto Mef 176/2014.
L’interesse per il nuovo strumento è altissimo. Anche da parte degli Ordini professionali che potrebbero giocare un ruolo chiave soprattutto sul fronte dei servizi ausiliari obbligatori per ottenere le garanzie. È di ieri la firma di un protocollo di intesa tra il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e il gestore del Fondo, Banca per il mezzogiorno-Mediocredito centrale, proprio per la diffusione del nuovo strumento agevolativo tra i professionisti. Secondo il presidente Gerardo Longobardi si tratta di «un importante contributo per una più consapevole partecipazione della nostra categoria all’operazione microcredito».
Tornando alle modalità di prenotazione delle garanzie, quella della prelazione è solo un’opportunità, non una strada obbligata. Le imprese possono accedere alle garanzie e controgaranzie del microcredito anche per via ordinaria. Le disponibilità finanziarie vale la pena di ricordarlo, sono molto più estese. I 40 milioni di euro infatti rappresentano soltano la quota appoggiata sul meccanismo delle prenotazioni: per le operazioni di microcredito le risorse disponibili sono quelle del Fondo di garanzia, che a oggi si aggirano intorno ai 900 milioni (il fondo è rotativo e quindi si autoalimenta).
Attraverso la prenotazione diretta si procede, in buona sostanza, a bloccare le risorse necessarie alla copertura finanziaria della garanzia, che potrà assicurare fino all’80% del prestito concedibile. Quest’ultimo può essere di importo non superiore a 25mila euro (elevabile a 35mila in presenza delle condizioni dettate dalla normativa). Elementi di non poco conto per i soggetti che non possono fornire “garanzie” e definibili, in gergo, “non bancabili”. A ciò si aggiunge il fatto che, rispetto alla disciplina ordinaria, la garanzia pubblica potrà essere concessa a titolo gratuito e senza alcuna istruttoria preliminare da parte del gestore del Fondo.
Per traghettare la propria pratica in porto è buona regola quindi avviare prima la ricerca della banca interessata alle operazioni di microcredito, effettivamente disposta ad accettare la domanda di finanziamento, procedendo, solo in tale circostanza, alla prenotazione. Ciò al fine di non incorrere nella decadenza della stessa. L’iter prevede, infatti, che entro cinque giorni lavorativi dall’inserimento online, la prenotazione dovrà essere confermata dal finanziatore prescelto, che avrà 60 giorni di tempo per inviare la richiesta definitiva di garanzia, qualora decidesse di concedere il prestito.

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