Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nel Jobs act autonomi le garanzie sui pagamenti

Entro poche settimane il Jobs act del lavoro autonomo troverà una sua compiuta formalizzazione e sarà l’avvio del riconoscimento delle specificità di un comparto produttivo che vale il 15% del prodotto interno lordo del Paese.
Lo ha ribadito ieri a Roma il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, a margine dei lavori di presentazione di una ricerca di Adepp (l’associazione degli enti previdenziali privati) sul mondo delle professioni, annunciando che i «tanti testi che ora girano troveranno la sintesi un documento che il Governo presenterà nelle prossime settimane».
Molti gli obiettivi da raggiungere. «Innanzitutto – ha specificato Poletti – dobbiamo trovare il modo di favorire i pagamenti ai professionisti, un tema che in questo momento rappresenta una assoluta criticità. Ugualmente importante mettere mano ad una più articolata tutela della maternità così come siamo al lavoro sul cosiddetto lavoro agile».
In questo caso il ministero ha in mente una normativa che tenga conto delle specifiche necessità di apporto di lavoro da parte di imprese giovani e potenzialmente promettenti ma che faticano a contrattualizzare secondo le norme vigenti. «L’idea a cui stiamo lavorando è quella di codificare una forma contrattuale di collaborazione che si affianchi senza “spiazzarla” al contratto a tutele crescenti – ha spiegato Poletti – per venire incontro a un’esigenza indubbiamente sentita da parte delle imprese che potremmo definire start up ma non solo». Si tratterà in ogni caso, ha specificato il ministro, «di un contratto vero e proprio che consentirà di gestire una nuova opportunità professionale nel pieno rispetto delle norme assicurative di tutela del lavoro che resta un principio imprescindibile della nostra attività regolativa». In ogni caso si tratterà di norme, ha ulteriormente chiarito il ministro, «che non saranno in dumping rispetto alle regole che disciplinano i contratti di lavoro stabile e a tutele crescenti». E proprio grazie alla nuove discipline contrattuali contenute nel Jobs act che, secondo il ministro Poletti, si è riusciti a creare tra 2014 e 2015 oltre 325mila posti di lavoro in più che «senza gli interventi sui contratti non ci sarebbero mai stati» e si è trattato di un successo «non solo quantitativo ma anche qualitativo, visto che si tratta in buona misura di contratti di lavoro stabili rispetto a situazioni di precedente precarietà».
Infine il ministro Poletti ha assicurato la sua partecipazione («sarebbe autolesionistico non farlo», ha detto), sollecitata dall’Adepp, a un nuovo tavolo di lavoro presso il ministero del lavoro finalizzato all’elaborazione di politiche attive per il mondo delle professioni sulla falsariga di quel che già accaduto presso il Mef. «Stiamo lavorando – ha ribadito il viceministro all’Economia Simona Vicari – con l’obiettivo di far crescere il sistema delle professioni favorendo anche quelle reti che ancora faticano e invece sono essenziali, insieme all’utilizzo dei fondi strutturali europei, alla tenuta economica del comparto».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa